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Pessada, la nave dei record che rilancia l’Interporto

Fonte: Il Gazzettino del 25-03-2020

Si chiama come una delle spiagge di Cefalonia, l’isola greca, e da qualche giorno è attraccata alla banchina dell’Interporto di Marghera. Pessada è una nave record per il Terminal intermodale Adriatico (Tia) dell’Interporto, ed è anche una nave dei record per il periodo che, pure il porto veneziano, sta attraversando a causa della crisi sanitaria. É una delle ultime navi trattate dalla gestione commissariale del concordato in continuità, affidata a Daniele Granzotto e Armando Bonetto che, negli ultimi quattro anni, hanno assicurato la continuità dell’azienda e il lavoro per la settantina di dipendenti rimasti dopo la crisi provocata dalla gestione della proprietà precedente della famiglia De Vecchi che aveva accumulato 120 milioni di euro di buco. Ora Orlean Invest dell’italo nigeriano Gabriele Volpi ha acquistato all’asta l’Interporto e il Terminal intermodale adriatico con l’intenzione di sviluppare un polo logistico destinato ai grandi macchinari e agli impianti necessari per far funzionare le piattaforme di estrazione del gas e degli idrocarburi lungo le coste est dell’Africa e ovunque siano necessari. Macchinari e impianti sono prodotti da aziende d’eccellenza della pianura Padana e il porto di Venezia permette di spedirli in Africa con una rotta dritta dall’alto Adriatico al canale di Suez, lo supera e raggiunge il porto di destinazione, come ad esempio lo scalo di Pemba nel nord est del Mozambico dove il gruppo di Volpi sta realizzando un secondo porto a servizio delle compagnie che estraggono gas e altri idrocarburi, come ha fatto a Onne, in Nigeria.

BUON AUSPICIO

Prima che arrivi il futuro, ad ogni modo, l’arrivo della nave Pessada è già un pezzo di presente proiettato al futuro perché in tempi di coronavirus, un terminal che continua ad operare per clienti che, a loro volta, hanno gli impianti degli stabilimenti accesi e produttivi, è già un’ottima notizia: è carica di materiale siderurgico destinato alle acciaierie del Nord. É una unità da 46.111 tonnellate, proveniente dal Centro-Sud America, e per le dimensioni rappresenta appunto una eccezionalità per il terminal: ha una lunghezza (Loa) di 225 metri e una larghezza (Beam) di 32,20 metri, mentre il pescaggio è di 9,65 metri, ed al limite della portata del canale industriale Ovest, tanto che è stato necessario attendere la marea giusta per far entrare la nave al porto in sicurezza. Per lo sbarco si stanno utilizzando ben tre gru, e per poter operare con efficienza sono stati messi a disposizione gli spazi immediatamente retrostanti la banchina. Complessivamente questo mese l’Interporto colleziona 100 mila tonnellate di merce arrivata a Venezia, principalmente di materiale siderurgico, e anche di sabbia utilizzata soprattutto dalle vetrerie che operano per l’edilizia ed è trattata da gruppi come il francese Sibelco, la cui società Paté Green Solution nel 2015 ha avviato, assieme a Ecoricicli Veritas, uno dei più grandi impianti d’Europa per il riciclo del vetro con una capacità di lavorazione di 250 mila tonnellate l’anno. Tia e Interporto sono due realtà che trattano merci varie alla rinfusa e, a seconda dell’andamenti dei mercati, possono, con una gestione accorta, intercettare i traffici che più assicurano incassi e lavoro.

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