Skip to content Skip to sidebar Skip to footer

Porto, croceristi in calo del 65%.E il traffico merci sempre più in crisi Porto

Fonte: La Nuova Venezia del 27-04-2020

Come c’era da aspettarsi anche il traffico delle merci movimentate nel porto di Venezia e Chioggia – come sta succedendo negli porti italiani e nel resto del mondo – ha risentito pesantemente della crisi creata dalle conseguenze economiche dall’emergenza sanitaria per la pandemia da coronavirus che da ormai oltre un mese sta sconvolgendo i mercati globali. Il porto commerciale – a differenza di quello passeggeri che ha visto la chiusura del terminal di Santa Marta, solitamente affollato da grandi navi da crociera – malgrado tutto è sempre stato aperto, per permettere innanzi tutto la movimentazione delle merci dei settori “essenziali”, a cominciare dai generi alimentari (sopratutto cereali) e gli approvvigionamenti di materie prime per le industrie energetiche e della filiera sanitaria. Il volume di traffici, però, si è ridotto a cominciare dal mese di marzo e, come prevedono tutti gli operatori del settore, è destinato a diventare molto più pesante in aprile e maggio. I dati ufficiali dell’Autorità di Sistema Portuale mostrano che nel porto di Venezia e Chioggia i primi tre mesi del 2020 sono, dunque, tutti all’insegna di un forte calo di ogni tipologia di merce movimentata via nave. A perdere di più in assoluto è il traffico passeggeri, con un -60,5 % di croceristi (solo 5.653 passeggeri nei primi mesi dell’anno) rispetto allo stesso trimestre dell’anno scorso, destinato a diventare un 100% a cominciare da aprile e chissà per quanto, visto che tutti gli armatori hanno fermato le loro flotte e cancellato tutte le crociere previste. Il traffico di passeggeri su traghetti, che parzialmente è rimasto in funzione, ha perso il 43,5 % di clienti, pari a un numero dei passeggeri dei traghetti che non superano le 7.292 unità. 

Il volume dl traffico merci in entrata e in uscita dal porto di Venezia e Chioggia nel primo trimestre 2020 si attesta su 5.786.101 tonnellate, in flessione del 10,5% rispetto al primo trimestre dell’anno scorso. In calo rispetto allo stesso periodo del 2019 tutti i principali dati aggregati riferiti al traffico merci di: liquid bulk (prodotti petroliferi in genere) -1,4% con 2.207.286 tonnellate, dry bulk (rinfuse minerarie e alimentari) -32,2% con 1.201.695 tonnellate, general cargo -3,2% con 2.377.120 tonnellate, mentre i container caricati sulle navi con un -2,1% equivalente a 139.919 Teu, hanno tenuto meglio di altri comparti, ma in aprile e maggio è previsto anche per loro un ulteriore e forte calo. Per quanto riguarda il forte calo della movimentazione del carbone (-300 mila tonnellate circa), il Porto segnala che «dipende dalla futura riconversione a gas della centrale Palladio in osservanza delle indicazioni contenute nella Strategia Energetica Nazionale». Le toccate delle navi mercantili, complessivamente scendono a 588 rispetto alle 627 dell’anno scorso (-6,2%). E non è finita, dopo un 2019 di significativa crescita, anche il porto di Chioggia, risente della contrazione globale. Con 220.019 tonnellate il volume di traffici si attesta su un valore di -35,8% rispetto al primo trimestre del 2019. In calo del 67,6% i general cargo che raggiungono quota 52.189 tonnellate e del 7,8% i dry bulk che registrano 167.830 tonnellate movimentate.

Show CommentsClose Comments

Leave a comment

Grazie, l'iscrizione è avvenuta con successo. Controlla la tua mail e clicca sul link per confermarla.