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Quattro paratoie del Mose bloccate Problemi alla barriera di Treporti

Fonte: La Nuova Venezia del 04-07-2020

Paratoie bloccate. Grave inconveniente durante l’ultima prova di sollevamento del Mose alla barriera di Treporti. Al termine del test nella bocca di porto di Lido, giovedì sera, sabbia e sedimenti hanno impedito il rientro di quattro paratoie nei loro alloggiamenti in fondo al mare. Un guaio non certo nuovo, che si era presentato anche negli anni scorsi. In quel punto infatti le forti correnti trasportano una grande quantità di sedimenti che si depositano nei cassoni. Il materiale impedisce alle paratoie di tornare sul fondo. Ieri sub al lavoro per ripulire e tecnici preoccupati. Tanto che è stata programmata una nuova prova per il 7 luglio (dalle 7 alle 14) , tre giorni prima dell’«inaugurazione» solenne.È successo nella serata di giovedì. Il test di sollevamento congiunto delle barriere di Lido (41 paratoie, di cui 20 a San Nicolò, 21 a Treporti) era andato bene fino a quel momento. Del resto le condizioni dell’acqua calma e l’assenza di vento non hanno portato alcun problema. Ma al momento di svuotare le paratoie dall’acqua per ricondurle nei cassoni in calcestruzzo sul fondale, ecco i problemi. 

Quattro di queste, la 17, la 18, la 19 e la 20 sul lato Punta Sabbioni, non sono andate al loro posto. Rimanendo sollevate per quasi due metri.Insomma, mentre tutto è pronto per la grande cerimonia di inaugurazione del 10 luglio, il Mose ancora non funziona.Si sa da tempo che la barriera più problematica è proprio quella di Lido Nord, cioè quella di Treporti: 21 paratoie messe in acqua per prime, pochi mesi prima che scoppiasse lo scandalo, nel 2013. E dunque le più bisognose di manutenzione. Per questo un paio di anni fa gli amministratori straordinari del Consorzio Venezia hanno avviato una gara per affidare la manutenzione straordinaria del sistema: 36 milioni di euro per tenere puliti i meccanismi sott’acqua e mantenere in efficienza le dighe. Ma la gara è bloccata, in attesa dell’esito dei ricorsi. E la situazione non è migliorata.Si era visto anche nei test precedenti, quelli del 2017. Paratoie che non erano rientrate nei loro alloggiamenti sott’acqua. Inchieste e servizi di qualche tv. Ma il quadro non si è modificato.Del resto la zona ha un toponimo piuttosto chiaro: Punta Sabbioni luogo dove si depositano le sabbie in entrata e soprattutto in uscita dalla laguna. 

Esente dai problemi solo la prima paratoia sottoriva, dove la corrente passa con meno forza. Bloccate di nuovo le altre quattro. Un problema che i tecnici adesso devono risolvere in fretta, anche a livello di modifica del progetto originario, per evitare altri guai. Anche svuotando gli anfratti dalla sabbia manualmente, come si è fatto più volte, i sedimenti tornano a impedire il movimento non appena la paratoia si alza. Rischia di essere un problema soprattutto per la “parata” prevista per il 10 luglio. Che dovrebbe dimostrare al mondo che il Mose, costato quasi 6 miliardi euro, è pronto a funzionare. Togliere i sedimenti è un lavoro complicato e molto costoso. C’è anche il problema di dove mettere la sabbia.È l’ennesimo scoglio al funzionamento del Mose. Gli altri non sono tutti risolti. A cominciare dalle valvole e dalla corrosione, dalla conca di Malamocco e dal porto rifugio per i pescherecci di Chioggia. Strutture non ancora concluse o danneggiate dalla mareggiata del 2015 e in riparazione. La conca di Malamocco è costata 330 milioni di euro, ne serviranno altri 40 per ripararla. Con la conca aperta l’acqua può entrare in laguna anche con le barriere sollevate. Tecnici al lavoro, dunque. E in questo periodo estivo i test si moltiplicano. Lavori che hanno bisogno di molto personale specializzato, e costano dai 40 ai 70 mila euro al giorno. Le prove di sollevamento sono state finora una cinquantina. Di queste, una con Malamocco e Chioggia insieme, giovedì quella con Lido e Treporti.

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