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Ribelli ecologisti: cala la protesta sul carnevale

Fonte: Il Gazzettino del 20-02-2020

Non c’è Carnevale in fondo al mare. È il motto delle iniziative nonviolente di Extinction Rebellion Venezia, movimento ambientalista diffuso in tutta Europa, che punta ad attirare l’attenzione sui problemi dell’emergenza climatica, con l’obiettivo di far dichiarare lo stato di emergenza ecologica e climatica e di fermare la distruzione degli ecosistemi e della biodiversità. Una manifestazione che è stata pensata a Venezia, come veneziani saranno i tre quarti dei partecipanti, cui si aggiungeranno ribelli da tutta Italia per inscenare azioni eclatanti, alcune festose, altre di disobbedienza civile nonviolenta, che puntino i riflettori sull’emergenza ecologica e climatica. E sarà un crescendo, da oggi a domenica. «Venezia ecittadi frontiera climatica e sta subendo la distruzione dell’ecosistema lagunare. Con le nostre azioni nonviolente vogliamo dire la verità e ricordare che l’acqua sta salendo: agire ora è l’unica possibilitadi salvezza». Extinction Rebellion chiede di portare allo zero netto le emissioni di gas climalteranti entro il 2025 e di aprire subito un confronto sull’istituzione delle assemblee di cittadini.«Ci rivolgiamo al Sindaco Luigi Brugnaro, chiedendo di dire la veritaalla cittadinanza che ha scelto di rappresentare. In questo modo, unirebbe la voce di Venezia a quella di scienziati, comunita e istituzioni che da ogni angolo del pianeta chiedono di agire ora contro la crisi che minaccia la vita e il futuro». 

Oggi pomeriggio su questo tema nei pressi di Rialto ci sarà un flash mob. Si passa poi a sabato, con una manifestazione gioiosa, che passerà per la Strada Nova, con danze, maschere e musica. Un modo per dichiarare la propria ribellione. «Non ci sentiamo tutelati dagli organi preposti a perseguire il bene comune. Il nostro futuro e quello delle generazioni a venire ein pericolo: consideriamo nullo il patto sociale con le istituzioni, fino a quando non inizieranno a proteggerci. Le nostre richieste e ripetuti appelli sono rimasti inascoltati, dunque dichiariamo Ribellione allo Stato Italiano. Ci ribelliamo in nome delle vita, per proteggere il futuro». Domenica il culmine della protesta. «Sottolineiamo che non abbiamo nemici: non siamo contro la Polizia, contro alcuni partiti piuttosto che altri, contro le multinazionali. Chiediamo giustizia climatica ed ecologica. E per far questo siamo disposti ad andare a fondo con proteste forti, sia pure non violente, che possono prevedere blocchi o altre forme eclatanti»

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