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«Rifiuti e capanne abusive servono controlli nell’oasi»

Fonte: La Nuova Venezia del 30-03-2020

Capanne abusive, abbandono di rifiuti e motocross a due passi dai nidi dei fratini solo nell’ultimo mese. L’oasi Wwf Dune Alberoni continua a essere vittima di episodi di inciviltà e di degrado. E la causa di questa situazione sta nella mancanza di controlli permanenti, che la stessa Wwf non può svolgere perché, dopo un anno di discussioni, non si è ancora arrivati al dunque con il Comune sul rinnovo della convenzione di accordo di gestione tra Wwf e amministrazione, come era fino a tre anni fa. Un fatto che, per l’associazione, rischia ora di dilapidare attività e risorse che erano state messe in campo nell’ultimo ventennio per salvaguardare questo gioiello naturalistico a vantaggio del territorio. «Questa crisi sanitaria mondiale», spiega Jacopo Capuzzo, delegato Wwf Venezia e Territorio, «ci auguriamo serva a far riflettere i decisori politici e anche la comunità locale che è necessario proteggere maggiormente il nostro territorio, soprattutto le pregiati aree ambientali che abbiamo anche sul litorale che sono zone imprescindibili erogatrici di servizi ecosistemi basilari, di benessere, e serbatoi di una biodiversità unica. Un capitale che nei prossimi anni dovrà essere protetto maggiormente, non solo agli Alberoni ma a livello mondiale perché più aree naturali significa assicurare un futuro alle nuove generazioni». L’allarme del Wwf di Venezia arriva a distanza di un mese dallo stop imposto alle attività didattiche nell’area. Un periodo in cui, però, gli episodi di inciviltà si sono moltiplicati tra l’ingresso di auto e moto nell’area, la costruzione di una capanna abusiva (poi rimossa dal Comune) e l’abbandono di rifiuti.

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