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Rinnovamento in Apindustria, dopo Palasgo arriva Zecchinel:

Fonte: La Nuova Venezia del 05-03-2020

È rimasta coperta per decenni da edera ed erbacce cresciute senza controllo, ma ora i lavori di pulizia all’interno dell’area degli ex Gasometri di Castello hanno riportato alla luce un’antica vera da pozzo del sedicesimo secolo. E in attesa di essere restaurata e riconsegnata alla cittadinanza, si scopre che è la stessa vera da pozzo dipinta dai vedutisti Giovanni Antonio Canal detto Canaletto e Francesco Guardi in due diversi ritratti di San Francesco della Vigna. Ne dà notizia il sito internet realizzato da Mtk, società che ha rilevato gli ex Gasometri dall’immobiliare Del Corso, appositamente per tenere aggiornata la cittadinanza sulle bonifiche in via di realizzazione all’interno dell’area (il cantiere, in fase di allestimento, è visitabile compilando un modulo on-line). Confrontando dipinti e archivi storici, tutti gli indizi puntano in effetti verso la vera da pozzo dipinta proprio dal Canaletto. Già vincolata dalla Soprintendenza dal 2004, il dubbio rimarrebbe dal momento che in altre raffigurazioni settecentesche e ottocentesche la chiesa palladiana viene dipinta senza la sua vera da pozzo. Ciò non toglie che quest’ultima era stata coperta dal muro che l’ha inclusa nell’area dei Gasometri a partire dal diciottesimo secolo. Muro che, nei piani di Mtk, sarà abbattuto garantendo la riapertura del campo dopo 180 anni. Non prima, però, di aver concluso i lavori di bonifica e di risistemazione dell’area ormai abbandonata al degrado (casolari abbandonati, erbacce, teloni in plastica, rifiuti e serbatoi dismessi). Già perché in quei settemila metri quadri, in cui sopravvivono gli scheletri metallici dei gasometri vincolati dalla Soprintendenza come archeologia industriale, per decenni si è ricavato gas dal carbone. Il sottosuolo è ricolmo di pece, perfino a una profondità di 4-5 metri. Il piano di bonifica prevede di rendere inerti porzioni di terreno che presentano un livello più basso di inquinanti che, una volta trattati, potrebbero essere riutilizzati come sottofondo. 

È previsto anche un impianto fisso per l’emungimento e la depurazione dell’acqua di falda. Una volta aspirata, l’acqua dovrà essere depurata e poi reinserita nel sottosuolo. La durata stimata dell’intervento è di circa 18 mesi, per un costo di oltre 4 milioni di euro. Terminate le operazioni di bonifica, si darà il via al piano di recupero che prevede la realizzazione di due edifici da otto piani dentro i gasometri: appartamenti di pregio in base ai documenti ad oggi in possesso di Mtk, alberghi di lusso nelle intenzioni del gruppo a patto di ricevere il cambio di destinazione d’uso da residenziale a recettivo da parte del Comune. In più, è prevista la realizzazione di una palestra da mettere a disposizione delle 125 classi degli istituti Benedetti-Tommaseo e Sarpi. Prevista prima nella stessa area dei Gasometri, poi nel cortile del Sarpi, ora prende corpo l’idea di costruire il palazzetto dello sport in un’area abbandonata dell’Arsenale. Anche in questo caso, servirà prima l’ok della Soprintendenza. Come ribadito in un incontro ad inizio febbraio nella biblioteca di San Francesco della Vigna, studenti e residenti (insieme agli stessi frati francescani) si dicono contrari alla realizzazione degli alberghi e continuano a chiedere un maggior coinvolgimento da parte della proprietà dell’area. Oltre al timore di uno “stravolgimento” di San Francesco della Vigna, lontana fino ad oggi dagli snodi principali del turismo, la speranza è di tornare a quanto previsto nel 2001: e cioè una palestra all’interno dell’area degli ex Gasometri.   

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