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Ritorno al passato si rivedono i turisti

Fonte: Il Gazzettino del 24-05-2020

 La fine del lockdown e il ritorno a una mobilità d’altri tempi già testimoniata dalle fotografie dei giorni scorsi è adesso bollinata dalle rilevazioni del Comune attraverso i 34 sensori conta-persone installati nei punti nevralgici della città. Il dato è, nella sua semplicità, esaustivo: tra il 18 e il 24 maggio (cioè tra lunedì e ieri, una giornata, questa, da turismo giornaliero, ndr), gli accessi e le uscite da Venezia sono tornati sui livelli pre-Covid. Con anche un mistero da dipanare, le decine di turisti stranieri, alcuni asiatici a traino di una guida, tornati in calle nonostante il blocco delle frontiere

I DATI

Nello specifico i parametri degli ultimi sei giorni – i primi della vera e propria Fase2 – sono molto vicini a quelli registrati tra il 2 e l’8 marzo scorso, quando il coronavirus era già a arrivato nel Veneziano ma la città era ancora frequentata liberamente da pendolari, studenti, lavoratori e turisti. L’area metropolitana verrà chiusa per decreto proprio la sera di sabato 8 marzo assieme alla Lombardia e altre tredici province, (nel Veneto anche Treviso e Padova) in quella grande prova generale che l’11 marzo partorirà il lockdown assoluto. Una stretta durata quasi due mesi e allentata a partire dal 4 maggio. Poi l’11 maggio un altro po’ di libertà fino al crollo sostanziale degli spostamenti decretato lunedì scorso. Ma anche tra le due settimane di fine clausura non c’è paragone. O meglio, c’è e spiega bene come Venezia si sia ripresa. Il numero delle entrate e delle uscite è quasi raddoppiato nel periodo tra il 18 e il 24 maggio, rispetto a quanto registrato tra l’11 e il 16 maggio.

I TURISTI STRANIERI

In mezzo c’è un po’ di tutto: la riapertura degli uffici, dei ristoranti, dei bar e delle attività economiche è stata la componente decisiva per far tornare le persone nell’isola. Una fetta importante sono quindi lavoratori e pendolari. Ci sono poi gli studenti (anche se tutto si fa ancora in via telematica a Ca’ Foscari e allo Iuav), ma sono tornati ad affacciarsi anche i primi turisti, spesso giornalieri. E in calle, come sui social, più di qualcuno si domanda come sia possibile sentire idiomi stranieri ora che le frontiere sono chiuse almeno fino al 15 giugno. La domanda che si fanno un po’ tutti è la stessa: «Come sono arrivati?». «Durante il lockdown – spiega Paola Mar, assessore comunale al Turismo – Venezia era meravigliosamente inquietante. Ora stiamo assistendo a una ripresa che non mi sorprende, anche dei turisti giornalieri. Mi sorprende vedere turisti stranieri, sì. In Comune stiamo analizzando il trend di ingressi-uscite dalla città, tornato a tutti gli effetti sui livelli dei giorni precedenti alla chiusura». Così i sensori conta-turisti, sono diventati il termometro della ripresa. Ma come funziona? Il sistema, che aggancia gli smartphone più o meno come succede con le celle telefoniche, invia i dati all’unico cervellone installato nella Smart Control Room da dove partono le indicazioni per gli agenti in strada che potranno così decongestionare i punti critici. Un’innovazione presentata anche ai commissari Unesco che a fine gennaio hanno visitato la città per verificare i passi in avanti nel controllo del turismo.

I TRASPORTI

Il parcheggio comunale e la biglietteria Actv di piazzale Roma sono stati presi d’assalto, con lunghe code in serata per chi doveva pagare e si trovava a fare i conti con un’unica cassa aperta. Segnale di una città che sta ripartendo, attirando nuovamente turisti.  La riapertura si scontra però con le limitazioni imposte dal budget dei trasporti pubblici. E c’è chi, fa sapere Valter Novembrini, sindacalista Filt-Cgil, «ha dovuto attendere un’ora e mezza per aggiornare l’imob, chiedendo quindi la riapertura dei punti vendita». «Quanto successo – spiegano da Actv – è più legato all’emissione delle tessere peraltro e anche su questo c’è un piano programmato di aperture» mentre restano validi i sistemi alternativi, come i concessionari, l’app o il sito. A cascata però si sono verificati sovraffollamenti sulle linee sia di terraferma che di navigazione. Piccoli problemi legati all’affluenza si sono registrati sulle linee 12 e 14: «Servono condizioni accettabili per Venezia, la prossima settimana riapriranno le spiagge, cosa succederà? Quando il sindaco ha dichiarato di riaprire tutto avrebbe dovuto pensare anche ai trasporti, altrimenti è un atteggiamento irresponsabile, si deve consentire il servizio. Ora stanno arrivando i soldi, che si producano corse». 

Nell’urbano invece le criticità riguardano 4L, 7 e 9, con sovraffollamenti spiegati da Actv. L’azienda ha fatto sapere che nelle ore di punta le prima due linee corrono al 100%, ma che continuano a monitorarle. Mentre la 9, che collega Mestre e Marcon, ha subito un taglio da due a una corsa l’ora, creando difficoltà soprattutto a chi gravita intorno al Valecenter. Per ora Actv ha spiegato che la programmazione prevista è a salire, da giugno si potrà vedere qualche corsa in più in generale, fino a settembre, ma quello che rimane chiaro è che non si tornerà ai livelli di prima. «Si dovrebbe intervenire subito su 1, 4.1/.2, 5.1/.2 e 6. Si sta giocando con i cittadini, l’utenza e le loro condizioni sanitarie. Mi pare che sia sul servizio di terra che di acqua ci sia sordità da parte comunale e aziendale. Non vedono al di la del proprio naso», conclude Novembrini.

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