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Sabbia nei cassoni e ruggine alle paratoie Mose, il problema della vernice scrostata

Fonte: La Nuova Venezia del 05-07-2020

Quattro paratoie bloccate. È l’ultimo – ma non l’unico – problema del Mose. La grande opera da sei miliardi di euro che venerdì la commissaria Spitz e mezzo governo si apprestano a “inaugurare”. In realtà i lavori non sono affatto conclusi. E le criticità si moltiplicano. L’ultima è appunto quella della sabbia, che soprattutto nella barriera di Treporti continua a creare problemi. Si cerca di far luce adesso sul blocco scoperto durante l’ultimo test di giovedì. Al Lido. Quattro paratoie sul lato est, verso Punta Sabbioni (la 17, la 18, la 19 e la 20), non sono rientrate nei loro alloggiamenti, i cassoni in fondo al mare, al termine della prova. Le cause adesso sono al vaglio dei tecnici. Si dovrà rimediare entro venerdì, per non rischiare la figuraccia mondiale. La sabbia e i sedimenti, prima di tutto. Problema annoso, emerso già nel 2013 durante le prime prove decise da Mazzacurati. In quel punto dal nome emblematico (“Punta Sabbioni”) i sedimenti si accumulano portati dalle correnti. Quando la paratoia si alza, entrano anche negli ingranaggi e impediscono il corretto funzionamento del sistema. Potrebbe trattarsi, azzardano gli esperti, anche di problemi agli strumenti (gli “inclinometri”), che già una precedente ispezione aveva deciso di sostituire perché inadeguati, insieme alle valvole. 

Ma anche di un errore progettuale e non solo di scarsa manutenzione. Perché il problema si ripresenta. Nel frattempo i tecnici del Consorzio e il commissario che si occupa della fase tecnica, l’ingegnere Francesco Ossola, hanno deciso di programmare un nuovo est prima dell'”inaugurazione” in pompa magna di venerdì. La Capitaneria di porto ha già emesso un’ordinanza che blocca la circolazione acque nella bocca di porto di Lido dalle 7 alle 14 del 7 luglio, martedì. Servirà per scoprire alte eventuali criticità. Tra quelle che preoccupano c’è la scomparsa sott’acqua della vernice antifouling, che protegge le paratoie. Macchie diffuse e incrostazioni, rischio corrosione. Scoperta dei sub a fine maggio dopo un’ispezione di controllo. Anche qui si lavora per capire da cosa siano state causate quelle macchie. Esclusa l’ipotesi delle ancore dei pescatori, che era stata avanzata in un primo momento.Le macchie sono estese, e interessano quasi tutta la superficie della paratoia. Che risulta così esposta alla ruggine e alla corrosione per le forti correnti sott’acqua. Corrosione che riguarda anche una parte delle cerniere, il cuore del sistema Mose che si è scoperto avranno una durata di un terzo rispetto a quella garantita in progetto.

Insomma, mentre ci si prepara all'”inaugurazione”, a cui dovrebbe partecipare anche il premier Conte insieme alla ministra Paola De Micheli, si scopre che il Mose non è affatto finito. Una grande opera pensata negli anni Ottanta, durante il monopolio assoluto del Consorzio Venezia Nuova di Mazzacurati. Progetto presentato nel 1988, prima pietra nel 2003. Avvio dei lavori nel 2006, dopo aver scartato critiche e progetti alternativi. Poi lo scandalo del 2014, con 43 persone finite in carcere per corruzione e tangenti, tra cui il governatore del Veneto Giancarlo Galan. Infine, il Consorzio commissariato e la ripresa delle attività, sotto l’occhio dell’Anac, garante della legalità. E la nomina da parte del governo della commissaria “Sblocca cantieri” Elisabetta Spitz. Adesso il Mose dovrebbe essere pronto a essere utilizzato in caso di emergenza, come quella vista il 12 novembre scorso. È quello che si augurano tutti ormai, vista la grande quantità di denaro pubblico già spesa. Ma le criticità irrisolte sono parecchie. Comprese le prove – mai fatte – in condizioni di mare agitato e di vento forte.

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