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«Salviamo i bambini dalle polveri sottili»

Fonte: La Nuova Venezia del 19-03-2020

Video messaggi che viaggiano nelle chat e nei messaggio sui telefonini, scambiati tra amici e famiglie. Pediatri e medici veneziani lanciano messaggi di forte preoccupazione in appoggio alla protesta delle associazioni ambientaliste contro il nuovo progetto di inceneritore a Fusina, sotto esame della Via (valutazione di impatto ambientale) presentato dalla società Ecoprogetto del gruppo Veritas. In una città che sta affrontando l’emergenza Covid-19, la mobilitazione ambientalista contro il progetto continua. Con un continuo confronto con Veritas che ritiene il progetto necessario e tutt’altro che pericoloso. Due mozioni attendono di essere discusse in consiglio comunale: la prima chiede il fermo del progetto (presentata dal Movimento 5 Stelle che ha presentato anche una interrogazione parlamentare con la senatrice Vanin) mentre Forza Italia propone di mandare avanti il progetto con prescrizioni. Ora messaggi via Facebook e Whattsup rimbalzano i mini video di pediatri e medici che invitano a non mandare avanti quel progetto. Lo chiede Lucia Magagnato, per trent’anni pediatra a Mestre: «Da anni migliaia di studi segnalano danni da inquinamento ai bambini, attraverso la placenta e il latte materno», dice la ex pediatra.

E continua: «Ogni territorio deve smaltire i suoi rifiuti ma questi impianti hanno una potenza estremamente superiore ed è ragionevole temere che lo facciano. Non possiamo fidarci di rassicurazioni generiche, servono ulteriori valutazioni di esperti indipendenti». Anche il dottor Paolo Regini, altro pediatra veneziano molto noto per le battaglie ambientaliste, ha partecipato alla maratona per fermare l’iter del progetto di inceneritore. «Come pediatra penso che ogni aumento di inquinamento nel nostro territorio sia da evitare vista la già grave situazione esistente testimoniata dai dati quotidiani su polveri sottili e ossido di azoto, come dai dati allarmanti sulla diossina nel latte materno evidenziati da uno studio eseguito anni fa nel veneziano». Della stessa idea il medico anestesista in pensione, Siro Valmassoni, oggi attivo nei medici per l’ambiente e in altre associazioni. Da Mogliano contribuisce alla campagna con un messaggio allarmato sui rischi per la salute dovuti alle polveri ultrasottili. «Nel progeto di Fusina viene sbandierato che i filtri tratteranno il 99 per cento di polveri sottili e non si dice però che l’1 per cento non saranno trattenute e sono proprio le pericolose polveri ultrasottili che andranno ad aggiungersi all’inquinamento di una delle aree più inquinate d’Italia, la pianura padana». Si aggiunge il dottor Roberto Fraioli, ginecologo e portavoce dell’associazione Andria. «Il territorio è fragile e già compromesso dalla presenza di Pm10, ossidi di azoto e Ipa, fuori controllo assieme all’ozono. In questo contesto le emissioni in atmosfera vanno limitate al massimo per salvare uomini, donne e bambini del nostro territorio». 

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