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San Giuliano verso il Tar

Fonte: Il Gazzettino del 13-03-2020

La delibera del Consiglio comunale su Punta San Giuliano è stata pubblicata sull’albo pretorio del Comune. É quel che aspettava l’Associazione Amici del parco per presentare il ricorso al Tar. Gli avvocati Alfiero Farinea e Piero Pozzan attendono solo di leggere tutte le carte del Comune per partire all’attacco. Del resto si sa che non solo dal punto di vista del contenuto, ma anche dal punto di vista formale c’è di che discutere in Tribunale. E passi il fatto che nel progetto messo a punto a suo tempo dall’architetto Antonio Di Mambro non fosse previsto che le attività produttive potessero restare a San Giuliano, c’è anche da dire che il nuovo progetto che prevede la costruzione di 15 nuovi capannoni lungo il canale è stato presentato e approvato utilizzando il meccanismo della Variante al Piano di interventi invece che quello della Variante al Piano di assetto del territorio.

VIE LEGALI

La questione è di lana caprina, ovviamente, ma questo non significa che non possa essere il granello di sabbia che inceppa il meccanismo. Il Piano di interventi infatti prevede che abbracci un arco temporale che non va oltre la legislatura, mentre il Pat è un piano pluriennale. Si tratta dunque di vedere se l’insediamento per sempre in punta San Giuliano di ditte di trasporto possa essere approvato in questo modo. Non solo, gli avvocati ragionano sul fatto che è stato utilizzato il meccanismo dell’accordo di programma tra Comune e ditte, mentre secondo i legali dell’Associazione Amici del parco, presieduta da Anna Zorzetto, non poteva essere utilizzato perchè previsto solo per opere di interesse pubblico, mentre qui è evidente l’interesse privato delle 15 ditte di Punta San Giuliano. Che, bisogna dirlo, attendono da un paio di generazioni la soluzione definitiva del problema e si dichiarano disposte a mettere sul piatto 10 milioni di euro per realizzare i nuovi capannoni il progetto è dell’architetto Nicola Svalduz e anche per costruire una nuova strada e una pista ciclabile lontane dall’attuale stradicciola, che sarà destinata solo alle attività produttive. Il progetto rientra all’interno di un piano da oltre 84 milioni di euro che prevede la passerella ciclopedonale, ormai realizzata, che collegherà il polo universitario di via Torino con Forte Marghera, le opere di riqualificazione ambientale e delle rive di San Giuliano, la sistemazione dei capannoni dei trasportatori, il rifacimento della pista di atletica, polo nautico e strutture al servizio delle grandi manifestazioni più il nuovo canile. Ma mentre su tutto il resto non c’è opposizione, l’Associazione Amici del parco non ha intenzione di far passare la parte relativa ai 15 capannoni perchè stravolge l’idea originaria per San Giuliano. Se il Tar non bloccherà questa parte del progetto, alla fine del prossimo anno si inizierà a vedere al lavoro le ruspe per la nuova punta San Giuliano.

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