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Sbandati sfondano porta della canonica Il parroco: «Chiudetevi bene in casa»

Fonte: Il Gazzettino del 22-03-2020

«Degli uomini hanno sfondato il portone della canonica. Fate attenzione, chiudete con sicurezza le vostre porte di casa». È il messaggio che don Cesare Maddalena, parroco della chiesa di San Canciano, a Cannaregio, ha inoltrato ad alcuni suoi parrocchiani dopo quanto accadutogli venerdì sera. Un episodio con tutta probabilità favorito dal periodo che stiamo vivendo da settimane, in cui la città appare svuotata del suo solito viavai di veneziani e turisti. Strade semideserte che diventano ancora più buie al calare della sera, illuminate soltanto dalle luci dei lampioni, e negozi con la saracinesca abbassata: gli ingredienti perfettiper un aumento del rischio di sciacalli e sbandati in azione.

Il messaggio del parroco ha allertato tanti residenti della zona e il suo intento era proprio questo. Raccomandare cioè a famiglie e anziani che vivono soli di tenere gli occhi vigili, accertandosi che le serrature delle proprie abitazioni siano ben chiuse e sicure. Per scongiurare spiacevoli episodi come quello capitato a lui tra le 18.30 e le 19 di due giorni fa. «Per fortuna non hanno rubato niente racconta don Maddalena, individuando i responsabili in quattro veneziani tra i 30 e i 35 anni che gli sono fin da subito sembrati in astinenza da droga e non credo nemmeno siano saliti ai piani superiori. Ma hanno divelto la serratura della porta d’ingresso della canonica, ora sistemata grazie all’intervento di Vladimiro, il mio sagrestano». Dalla quale si può accedere alle stanze utilizzate di solito per gli incontri del catechismo e in chiesa. «Probabilmente hanno voluto farmi un dispetto perché non ho dato loro i soldi che avrebbero voluto. Uno dei quattro mi ha suonato il campanello continua il parroco e ha iniziato a raccontarmi la sua storia: di essere vedovo, di avere un figlio e di aver perso il lavoro. Io l’ho ascoltato, ma la situazione non mi convinceva, così gli ho lasciato solo qualche euro che avevo lì con me. Lui se li è presi, se n’è andato e subito dopo sono arrivati gli altri tre». Apparentemente tutto tranquillo. Se non fosse che, durante la messa, al parroco è tornato in mente l’incontro di poco prima, tanto da chiedere al sagrestano di controllare che in patronato non ci fossero stati problemi in sua assenza. «Mentre io ero in chiesa, i quattro sono rimasti in campo combinando quello che hanno combinato. Devono aver dato degli spintoni forti alla porta e sulla serratura ho notato anche dei segni di qualcosa di contundente». Complice dell’accaduto a detta di don Maddalena il fatto che non ci fossero passanti. «Non so chi fossero. Certo, ricordo che tempo fa il sagrestano aveva scoperto un tizio con le mani dentro al cassetto dello studio. Che uno dei quattro fosse la stessa persona di quella volta? Forse, ma non ne sono sicuro».

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