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Venezia, secco no bipartisan al progetto VGate in consiglio comunale

Fonte: La Nuova Venzia del 26-02-2020

Il Consiglio Comunale firma e vota un documento bipartisan di contrarietà al progetto V-Gate, già discusso nella precedente seduta alla presenza dei promotori del terminal d’altura e dei rappresentanti delle associazioni di categoria, in particolare del dipartimento turistico balneare che rischia un impatto negativo notevole, dal punto di vista economico, sulla eventuale realizzazione del progetto, attualmente ancora in fase di scooping. Un secco no, dunque, senza se e senza ma e da trasmettere agli organi competenti che dovranno discutere o meno la realizzazione del terminal intermodale d’altura. Verrà inoltre anche istituito un tavolo di lavoro, come richiesto dal consigliere Dolfin, che dovrà accompagnare il documento. Il testo, letto in aula dal consigliere Daniele Padoan, mette in evidenza tutte le criticità del territorio clodiense al cospetto di un progetto così impattante.

 «Chioggia», si legge nel documento, «presenta un territorio già molto fragile, per la presenza delle foci di ben tre fiumi e della laguna di Venezia, riconosciuta come area da tutelare che, tra l’altro, è scarsamente connessa dal punto di vista infrastrutturale con l’entroterra. In discussione le molto probabili conseguenze e ricadute provocate dal terminal sul turismo, l’agricoltura e la pesca dovuta alla limitazione dei traffici. È stata quindi trascurata la non adeguatezza della statale Romea già alle condizioni attuali del traffico, come pure per la linea ferroviaria Chioggia-Rovigo che, visti i numerosi passaggi a livello, isolerebbe gran parte delle frazioni. Per non parlare dell’impatto sulle correnti marine e l’inquinamento ambientale ed acustico causato dall’opera, oltre all’impatto visivo dai litorali di Sottomarina e Isolaverde». E su questo punto è intervenuto il consigliere di opposizione Gianluca Naccari che, pur rimanendo contrario all’opera, ha espresso la propria perplessità sulla non realizzazione del V-Gate. «Ci sono troppi interessi in gioco», ha detto Naccari, «ma almeno chiediamo che lo facciano dove vogliamo noi e cioè a non meno di dieci chilometri dalla riva». Infine nel documento si chiede l’adeguamento delle infrastrutture per Chioggia nel Piano Regionale dei Trasporti di imminente approvazione.
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