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Senza stipendio da due mesi Al Marco Polo la crisi è grave

Fonte: Il Gazzettino del 15-05-2020

 I circa 1200 precari dell’aeroporto Marco Polo sono solo la punta dell’iceberg perché, se è vero che molti di loro già da un paio di mesi non prendono più né stipendio né sussidi di disoccupazione, non è che i dipendenti fissi se la passino molto meglio. Tra di loro, buste paga alla mano, ci sono persone che per il mese di aprile hanno percepito 312 euro: sono operai che hanno otto scatti di anzianità e lavorano per l’handler Gh Venezia, ma anche parecchi di quelli impiegati in altri settori sono in condizioni simili. Gli unici con un trattamento il più possibile vicino allo stipendio normale sono i circa mille dipendenti delle società Save (che gestisce gli scali di Tessera e Treviso e coordina il Sistema aeroportuale del Nord Est e quindi Verona e Brescia), di Aer Tre Treviso e quelli di Triveneto sicurezza (società sempre di Save che si occupa di controllare i varchi, i bagagli e tutto il resto) che dal 16 marzo scorso sono in cassa integrazione straordinaria in base a un accordo con i sindacati per un periodo, richiesto in via prudenziale, di 12 mesi, con possibilità di rientro anticipato se e quando i voli riprenderanno.

I SETTORI COLPITI

Per tutti gli altri, impiegati nei bar, nei negozi, negli altri servizi commerciali e nei servizi di terra garantiti dagli handler, la situazione va da pesante a drammatica, e per i precari assunti ogni anno solo per la stagione estiva, ossia per quelli che non hanno più nemmeno il sostegno del sussidio di disoccupazione (Naspi, che dura solo due anni da cumulare per i vari periodi di interruzione del lavoro), è intervenuto anche l’assessore regionale al Lavoro, Elena Donazzan: «Sono stati dimenticati da tutti i decreti, dal Cura Italia, dal decreto Liquidità e dall’atteso decreto di maggio. Non hanno alcun ammortizzatore sociale e il crollo della domanda rischia di lasciarli scoperti» ha affermato l’assessore annunciando di aver preparato una nota per gli assessori al Lavoro della IX commissione della Conferenza delle regioni (dato che il problema riguarda anche gli altri aeroporti d’Italia) per poter andare tutti assieme al ministero del Lavoro e chiedere un intervento urgente. Intanto i lavoratori precari stanno raccogliendo firme per una petizione da inviare al ministro del Lavoro Nunzia Catalfo, al ministro dell’Economia e Finanze Roberto Gualtieri e all’assessore Donazzan: «Oltretutto queste persone non possono nemmeno scioperare non avendo più un lavoro e non possono manifestare a causa di tutti i vincoli imposti a seguito della pandemia, anche se di fronte ai supermercati si vedono code di cittadini in attesa di entrare a fare la spesa» commenta Giampietro Antonini, segretario di Sgb Venezia, che ha messo a disposizione la pagina internet del sindacato per divulgare la petizione. 

LA PETIZIONE

«Ci troviamo nella impossibilità di poter garantire alle nostre famiglie una vita minimamente decorosa e di poter assicurare anche le sole necessità alimentari – scrivono i lavoratori precari nel documento con il quale chiedono l’intervento delle istituzioni -. E oltretutto l’attuale situazione economica non offre possibilità di trovare occupazioni alternative che, se anche precarie, siano in grado di garantire il diritto alla sopravvivenza». Cosa chiedono? Di «favorire quegli aiuti necessari e indispensabili a garantire, ai sottoscritti e a tutti coloro che si trovano nelle nostre condizioni, un livello di vita accettabile».

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