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Servizi digitali metropolitani Due milioni per l’aggregazione

Fonte: La Nuova Venezia del 03-06-2020

Promuovere nuovi servizi digitali in tutta l’area metropolitana veneziana. Attraverso i fondi Por Fesr, la Regione del Veneto ha pubblicato il “Bando Agire per la cittadinanza digitale” che mette a disposizione quasi 2 milioni di euro per sviluppare su scala metropolitana progetti di digitalizzazione della Pubblica amministrazione, quali la razionalizzazione di data center comunali, l’espansione di servizi digitali e l’aumento del livello d’interoperabilità dei sistemi degli vari enti locali. Venis, la società delle reti del Comune di Venezia, diventa riferimento provinciale. Il progetto,con un finanziamento di 1,8 milioni di euro proposte di aggregare almeno in questa prima fase 15 dei 44 Comuni. Il bando regionale scade il 15 luglio e quindi la città metropolitana chiede ai Comuni metropolitani di aderire entro la fine di giugno.

La Città metropolitana di Venezia nel suo ruolo di Soggetto aggregatore digitale, costituito con Comune di Venezia e la società “in house” Venis Spa, fa da capofila per realizzare il network tecnologico metropolitano, integrato con le piattaforme abilitanti di livello nazionale (come ad esempio la identità digitale SPID e PagoPA), «economicamente vantaggioso grazie anche alle economie di scala che deriveranno dall’accentramento presso il SAD dei Datacenter comunali e dall’utilizzo della piattaforma DIME, già realizzata dal Comune di Venezia con i fondi PON-METRO». Dime è un portale del Comune di Venezia che consente di ottenere certificati anagrafici, di residenza, e per altri usi utilizzando un computer e senza bisogno di andare all’Ufficio anagrafe o allo Stato civile.

Dall’8 marzo, nel periodo di lockdown, il portale ha visto 21.500 accessi fino a fine aprile e quasi 800 certificati emessi in due settimana. Segno che investire nel digitale è diventato, oggi, necessario. L’idea della città metropolitana è quella di estendere i servizi all’intera provincia per gestire anagrafe online, i servizi scolastici, mense comprese, o per prendere un appuntamento con l’amministrazione comunale per una pratica. Il progetto consente ai Comuni di avviare la digitalizzazione a costo gratuito (tutte le spese d’avvio e 18 mesi di avviamento lo sono) con la possibilità dal 2023 di abbattere il 10 per cento dei costi sostenuti e di entrare in una rete che dialoga in tempo reale con altri Comuni e con altri enti come la Regione Veneto. Per questo in queste settimane il sito della città metropolitana ha pubblicato una serie di moduli informativi per le amministrazioni comunali e ai sindaci è stata inviata una lettera del primo cittadino metropolitano, Luigi Brugnaro, che li invita a partecipare. Al progetto si collega, ovviamente, un piano di potenziamento su scala metropolitana della banda larga. 
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