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Si allungano i tempi per i dragaggi

Fonte: Il Gazzettino del 27-02-2020

 Il dragaggio del canale Malamocco Marghera ora dovrà attendere anche un parere preventivo della commissione Via. Una sorta di screening sulla assoggettabilità o meno del progetto a una valutazione di impatto ambientale vera e propria, che in ogni caso allungherà i tempi di questo intervento di manutenzione considerato vitale per l’operatività del Porto. La richiesta di assoggettabilità è partita nei giorni scorsi dal Provveditorato alle Opere pubbliche del Triveneto. Ma a sollecitare questo passaggio, già da mesi, è stato il ministero dell’Ambiente. La lettera dagli uffici dell’ex Magistrato alle acque alla volta di Roma è partita alla fine della settimana scorsa. Una doccia fredda per l’Autorità di sistema portuale che confidava di poter iniziare i lavori di dragaggio quanto prima. Ora solo per la valutazione di assoggettibilità ci vorrà un paio di mesi. Se poi la commissione dovesse sottoporre il progetto a Via, l’intera procedura potrebbe richiedere due-tre anni.

I RALLENTAMENTI

Una brutta notizia per il mondo del Porto, già molto preoccupato, che si somma ad altri rallentamenti. Da un lato, c’è il nuovo protocollo fanghi/sedimenti che, nonostante l’annunciato parere positivo dell’Istituto superiore della sanità, è ancora in attesa del decreto ministeriale per diventare operativo. Dall’altro, c’è il progetto per il rialzo dell’isola delle Tresse – dove verrebbero depositati i sedimenti recuperati dagli scavi dei canali portuali – che oggi attendeva l’ultimo via libera dal Comitato tecnico del Provveditorato. Ma l’intera riunione è slittata alla prossima settimana, a causa delle defezioni per il coronavirus. Ovviamente quello che più preoccupa il Porto è questa nuova procedura di Via per il progetto di dragaggio del canale Malamocco Marghera. Un progetto che, come noto, era stato fortemente criticato dal mondo ambientalista, in particolare per la protezione prevista del bordo delle casse di colmata con un sistema di palancole che dovrebbero impedire lo scivolamento dei sedimenti nel canale. Ma dopo mesi di rinvii e discussioni, l’anno scorso, il Provveditorato aveva dato il suo via libera al progetto e così la commissione di salvaguardia.

I DUBBI DELL’AMBIENTE

È stato poi il ministero dell’Ambiente, già quest’estate, a suggerire al Provveditorato di sottoporre a Via, o quantomeno a screening, il progetto. Alla fine la scelta del Provveditorato è stata quella di chiedere l’assoggettabilità alla Via solo per la parte del progetto che riguarda le casse di colmata degradate. Un’assoggettabilità che non dovrebbe esserci, a sentire i tenici del Provveditorato, ma ovviamente la parola ora spetta alla commissione romana. Dovrà decidere entro 45 giorni, che in genere diventano qualche mese.  

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