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Si chiude il puzzle di via Torino

Fonte: Il Gazzettino del 17-03-2020

Sessanta appartamenti, anzi 59 per la precisione. Cominceranno a costruirli entro l’estate nell’area ancora libera tra le vie Torino e Ca’ Marcello, e di fronte al supermercato Interspar e alla torre Htm, l’Hybrid Tower Mestre. Si tratta del completamento del progetto globale di riqualificazione dell’ex deposito Actv chiuso nel 2002 e sempre in quell’anno trasferito nella nuova sede di via Martiri della Libertà. L’area, una volta liberata dai bus del trasporto pubblico, è stata acquistata dalla Cervet di Francesco Fracasso che ha avviato i cantieri e nel 2014 ha inaugurato il primo edificio, il supermercato Interspar. A metà del 2016 è toccato all’Hybrid Tower, la torre più alta della città che si sviluppa su 19 piani, 80 metri di altezza e 5.920 metri quadrati di superficie, ospita l’Hybrid Music, lo spazio per i giovani gruppi musicali, un ristorante e un bar panoramici agli ultimi piani, studi medici e di riabilitazione, un residence alberghiero, mentre gli appartamenti sono ancora vuoti.

L’ULTIMO TASSELLO

Il condominio residenziale sarà l’ultimo edificio del piano originario che era stato inserito nella Variante del 2013 di iniziativa pubblica al programma di recupero urbano ex deposito Actv e piano particolareggiato per attrezzature e verde pubblico in via Torino a Mestre (Ve). All’inizio Fracasso aveva pensato ad un edificio destinato in parte al libero mercato e in parte a social housing, da affittare (o anche vendere) a prezzo calmierato alle giovani coppie che, altrimenti, non potrebbero permettersi una casa in centro città. Poi la coda della crisi immobiliare scoppiata nel 2008 ha bloccato il mercato in tutta la città, così quel pezzo di progetto è rimasto fermo per anni, salvo un periodo nel 2018 quando sembrò che l’università Ca’ Foscari fosse interessata a una struttura per gli studenti. Ora finalmente è arrivato il momento di installare le gru e ricominciare a costruire: a parte questi mesi di emergenza sanitaria, infatti, da oltre un anno a Mestre sono sorti vari cantieri che costruiscono edifici residenziali e il mercato si sta riprendendo. Così anche Cervet un mese e mezzo fa ha ritirato la concessione edilizia, e adesso lo studio del progettista Andrea Berro sta organizzando gli esecutivi del progetto per poter partire coi lavori, e il progetto è tornato quello originario, ossia alloggi sul libero mercato e in scial housing: gli appartamenti, dunque, saranno 59, di varie metrature e sviluppati su cinque piani (dal secondo al sesto), mentre il piano terra e il primo piano saranno destinati all’autorimessa, in pratica nessun piano interrato; tutti gli appartamenti, inoltre, sono organizzati attorno ad una corte/cavedio centrale, sulla quale si affacciano gli spazi distributivi di piano, oltre a ballatoi, ambienti di relazione e spazi comuni e condominiali.

L’AMBIENTE ATTORNO

Complessivamente quest’ultimo intervento si inserisce all’interno della nuova dimensione urbana che hanno assunto via Torino e via Ca’ Marcello che, da strade periferiche della città (e, per via Ca’ Marcello, anche degradate), stanno diventando il nuovo quartiere dell’innovazione, dello studio e del turismo, con l’Università e i nuovi alberghi e ostelli; tutta la zona è anche oggetto di una radicale ristrutturazione viabilistica che serve le nuove destinazioni funzionali di pregio terziarie (alberghi ed uffici) e quaternarie (Università con relativo Campus di riferimento); e, oltre alla viabilità per i veicoli a motore, il collegamento ormai è garantito pure per ciclisti e pedoni, lungo tutta via Torino e fino all’interno della stazione ferroviaria, attorno alla quale è sorto anche il polo di interscambio fra auto, bus pubblici e privati, tram, treni e Sfmr, il sistema feroviario metropolitano regionale.

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