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Si svuotano garage. E i cassonetti ora diventano delle discariche

Fonte: La Nuova Venezia del 21-04-2020

Ramaglie, vestiti vecchi, fondi di armadi, cantine e discariche. Il Coronavirus sta facendo tornare a galla cattive abitudini che si pensava fossero state abbandonate, ossia quelle di gettare i rifiuti dove capita – tanto c’è poca gente per strada che vede – o abbandonarle in luoghi poco illuminati. E’ quanto sta accadendo sia in centro città, che nei quartieri. «Nella civilissima Carpenedo» segnala una residente «dopo aver chiamato più volte Veritas segnalando abbandono rifiuti e uso improprio dei cassoni di raccolta degli indumenti, nessuno si ferma».Evidentemente in tanti stanno facendo il cambio armadi e non hanno di meglio da fare che gettare dove capita e a ogni angolo di strada quello che non serve più. C’è chiede che i cassoni dei vestiti vengano sigillati: «Vediamo persone che tirano fuori abiti e li indossano direttamente dai cassoni, come se nulla fosse, nonostante la parrocchia abbia giustamente ha sospeso la raccolta indumenti». Per evidenti motivazioni. 

C’è poi la questione ramaglie. In questo periodo di “quarantena” si potano alberi, si lavora nei giardini, solo che poi si getta il verde a fianco alle campane anziché dove ci sono gli appositi cassoni. E questo avviene in via Del Rigo come in via Toti. «Il senso civico non sta solo nel rispetto del distanziamento». La stessa cosa è stata segnalata in diverse altre aree della città, tanto che anche Veritas in più di un’occasione in queste settimane, ha richiamato i cittadini e sta dando multe ed eseguendo controlli. Ci sono stati abbandoni di rifiuti in tutto il territorio: da via Rielta, vicino al parco Albanese, in zona Bissuola fino alle periferie. «Da quando sono cominciati gli arresti domiciliari per tutti, abbiamo riscontrato un aumento di abbandoni e di microdiscariche che sembrano proprio l’effetto dello svuotamento di magazzini, garage, soffitte fatti adesso che la gente ha più tempo» aveva spiegato l’azienda di via Porto di Cavergnago di recente. Interventi di pulizia si sono necessari in via Irpinia, della Pila, via Calabria, via Garibaldi, via Trezzo, via Vallenari e via Gobbi. Telecamere di sorveglianza anti-abbandoni che controllano le isole ecologiche in capo ai vigili sono già in funzione nelle vie Lussinpiccolo, Gatta, strada dei Ronchi, Fapanni (nel mercato San Michele). 

Le prossime dovrebbero essere installate nelle vie Mentana e Trincanato. Ad accendere nuovamente i riflettori sulla questione discariche ed abbandoni, anche il presidente di Marghera, Gianfranco Bettin: «Circa un mese fa, in risposta a diverse richieste di intervento ed esposti presentati nelle settimane precedenti (fin da febbraio) dalla Municipalità di Marghera e dall’associazione “Marghera Oggi”, il Comune aveva annunciato che avrebbe provveduto a rimuovere l’enorme quantità di rifiuti di ogni tipo (soprattutto “materiale edile di risulta, ingombranti, rifiuti urbani misti, Raee) presenti all’interno e nelle vicinanze delle casette abbandonate di via Trieste, in pieno centro tra Marghera e Catene». Prosegue: «In realtà, non è successo niente. Al contrario, i rifiuti hanno continuato ad accumularsi e ad aumentare. Ora tracimano fin sulla strada, al di fuori dei cortili interni delle vecchie casette abbandonate, di proprietà comunale. E’ evidente che si tratta di una situazione insostenibile, che mette a rischio sia l’igiene che, ora, sulla strada, la stessa sicurezza pubblica». Chiude Bettin: «Non è più tollerabile nessun ritardo e perciò la Municipalità chiede di nuovo e con forza all’amministrazione con urgenza l’intervento di rimozione dei rifiuti e di pulizia e sanificazione dell’area».

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