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Sindaci, prove di azione comune E la tassa di sbarco sarà congelata

Fonte: Il Gazzettino del 05-03-2020

 «Evitateci la tassa di sbarco almeno per un altro anno» ha chiesto il sindaco di Jesolo, Valerio Zoggia, al sindaco di Venezia e della Città Metropolitana. E Luigi Brugnaro ha risposto che non farà proclami o atti di Giunta ma che gli pare evidente come «il problema oggi non siano più le navi da crociera ma le persone da farci salire». Il contributo di accesso, o tassa di sbarco, insomma, è congelato e se ne riparlerà quando il momento sarà più propizio, vale a dire quando la città storica tornerà a riempirsi di turisti. Ieri pomeriggio nell’auditorium della Città Metropolitana in via Forte Marghera a Mestre, dove lunedì Brugnaro aveva riunito tutte le categorie economiche e sociali del territorio, si sono incontrati quasi tutti i sindaci dei 44 comuni dell’ex provincia. Luigi Brugnaro e il prefetto Vittorio Zappalorto li hanno accolti spiegando che, solo uniti, si può ridurre l’impatto di questa, per vari aspetti folle, emergenza coronavirus e solo insieme si potrà ripartire quando sarà finita. Per ripartire, però, bisogna prepararsi già da ora, anche coordinandosi, e Brugnaro non a caso ha allargato ai sindaci l’invito a partecipare al tavolo istituito con imprese e sindacati e che verrà convocato ogni dieci giorni fino a che non sarà passata la buriana. «Siamo a disposizione assieme alla Città Metropolitana per raccogliere richieste di chiarimenti – ha esordito Zappalorto -. Daremo tutte le risposte che saremo in grado di dare e per il resto faremo da tramite con la Presidenza del Consiglio dei ministri». Di chiarimenti, in effetti, ne servono molti, a partire da come e quando serve convocare il Coc, il Comitato operativo comunale che giaceva tra le righe delle norme per gestire le emergenze e che adesso è improvvisamente diventato di moda.

Brugnaro ha illustrato quel che Venezia sta facendo per sanificare ogni notte gli ambienti pubblici, in primis mezzi pubblici, fermate e biglietterie, per riaprire musei e mantenere aperti tutti gli uffici pubblici, per garantire lo svolgimento delle attività sportive: «Ci stiamo preparando per essere pronti a ripartire quando tra due mesi, speriamo, sarà tutto passato, agendo con buon senso perché è inutile, come ha fatto la Lombardia, chiudere i bar alle 18 per riaprirli la settimana dopo». Vari primi cittadini come Maria Teresa Senatore di Portogruaro, Andrea Cereser di San Donà di Piave e Andrea Saccarola di Martellago hanno posto l’accento sui compiti dei volontari della Protezione Civile: per chiedere rinforzi o se non sia per caso meglio far intervenire l’Esercito a presidio delle tende montante fuori degli ospedali dato che i volontari non sono preparati su emergenze del genere. Il sindaco di Venezia ha teso ad escludere che, almeno al momento, siano necessari i soldati: «La Protezione Civile deve più che altro controllare le tende di notte o dare indicazioni ai cittadini che arrivano». C’è stato chi, come Pasqualino Codognotto e Valerio Zoggia di Jesolo, ha chiesto quale sia il ruolo della Regione: «L’assessore regionale al Turismo, ad esempio, dice che per comunicare che siamo nella normalità dovremmo usare i soldi della tassa di soggiorno – ha detto Zoggia – ma se i turisti non vengono di che soldi parla?». I sindaci delle aree costiere hanno chiesto ammortizzatori sociali per i lavoratori del turismo che è in ginocchio. Roberta Nesto del Cavallino ha parlato di una vera e propria «guerra da combattere anche con una campagna di comunicazione in Italia e all’estero» invitando a fare attenzione, «ognuno di noi, a quello che diciamo e facciamo» per non peggiorare la situazione. Alessandro Ferro di Chioggia ha invitato tutti i colleghi a coordinarsi: «Noi ci stiamo battendo per tenere aperti i mercati settimanali ma se qualcuno li chiude (riferendosi a Jesolo) rischia di provocare fughe in avanti e far saltare tutto». Brugnaro si è detto perfettamente d’accoro: «Io non chiudo i mercati quando i supermercati tengono aperto. Ripeto, dobbiamo far vivere le città e noi siamo i primi a dover dare l’esempio, a spiegare che c’è un’emergenza ma che nessun bimbo è morto e che la maggior parte delle persone contagiate guarisce». Il sindaco di Venezia ha ribadito che chiederà agli ambasciatori di intervenire sui Governi perché tolgano l’embargo verso l’Italia e che questa crisi dev’essere l’occasione per cogliere alcuni vantaggi: «Sbloccare le opere pubbliche ferme da anni per l’opposizione del partito del no a priori, favorire le produzioni locali (in queste settimane le filiere a km zero sono piene di ordini perché dall’esterno non arrivano le merci)». E ha concluso affermando che bisogna andare uniti a chiedere al Governo che non bastano 4 miliardi, «ci vogliono 50 miliardi, e lo dico io che sono contrario a fare debiti. Ma in questo caso serve un Piano Marshall. Per il resto lavoriamo per dare serenità e non uccidere l’economia, e non ci comporteremo come il sindaco di Ischia che ha chiuso l’isola ai Veneti e ai Lombardi: porgiamo l’altra guancia e mostriamo che siamo accoglienti con tutti».

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