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Sos per il futuro del Museo del Profumo «Nessuna conferma dai Musei Civici»

Fonte: La Nuova Venezia del 09-06-2020

Sos per il Museo del Profumo a Palazzo Mocenigo. A lanciarlo – nel quadro del momento difficile che vive la Fondazione Musei Civici anche sull’onda dell’emergenza Coronavirus che ne ha bloccato l’attività – è Marco Vidal direttore commerciale di Mavive, l’azienda veneziana (con sede a Dese) di profumi che è appunto il partner del progetto avviato nel 2013 all’interno del Museo del Tessuto e del Costume. E che ora rischia di naufragare perché nessuna risposta definitiva arriva dall’istituzione museale al rinnovo della convenzione che sta per scadere. Con il rischio concreto che tutto salti.

Dottor Vidal, come stanno le cose?

«La nostra azienda ha un rapporto di partnership e collaborazione con la Fondazione Musei Civici fin dal 2013, nata con l’allora presidente Walter Hartsarich e la direttrice Gabriella Belli, legata in particolare alla creazione di un Museo del Profumo, unico in Italia all’interno di quello del Tessuto e del Costume che ha sede a Palazzo Mocenigo. Il nuovo percorso ha vinto il primo premio nazionale di Federculture nel 2013. E’ un rapporto a cui teniamo molto, legato in particolare al nostro brand “The Merchant of Venice”, legato al museo e alla nostra storia veneziana».

Quali le difficoltà attuali?

«La convenzione con i Musei Civici è ormai vicina alla scadenza, decadrà a dicembre di quest’anno, e nostro desiderio sarebbe quello di rinnovare la sponsorizzazione. Ne stiamo discutendo con la Fondazione da più da due anni, abbiamo avuto più incontri con la direttrice Belli, la direttrice di sede Chiara Squarcina e la Presidente Mariacristina Gribaudi. Però al momento non abbiamo ancora ricevuto una formale risposta e proposta di rinnovo di convenzione, aspetto che ovviamente ci preoccupa perché per una azienda come la nostra è importante poter pianificare budget e attività sul fronte culturale».

Cosa farete se la Fondazione Musei non rinnoverà l’accordo?

«Valuteremo con rammarico altre soluzioni e sedi abbiamo già avuto diverse proposte, ma auspichiamo che invece sia possibile proseguire questa collaborazione che ad una analisi oggettiva, ha portato solo benefici al Museo in termini di offerta museale, visitatori e restauri, il tema del Profumo è affascinante e attira un pubblico internazionale».

Qual è stato il vostro impegno fino ad oggi?

«Abbiamo investito complessivamente, tra compartecipazione alle spese di restauro del Palazzo, sponsorizzazioni e organizzazione di mostre proposte “chiavi in mano” alla Fondazione, circa 700 mila euro sul progetto di Palazzo Mocenigo legato al Museo del Profumo. Con noi sono arrivate prestigiose collaborazioni come quella con l’Università di Padova e l’Isipca di Parigi che porta il più importante Master internazionale di profumeria a tenere ogni anno il seminario di chiusura a Palazzo Mocenigo e importanti prestiti come la Collezione Storp che conta più di 4000 flaconi di profumeria dal 3500 avanti Cristo che è stata ospitata fino al 2018 quando poi proprio per la mancanza di un rinnovo contrattuale è stata riportata in Germania. Ci piacerebbe poterla riportare a Venezia. Col nuovo accordo punteremmo al potenziamento di aree dedicate allo studio e alla ricerca, tramite il restauro e recupero di spazi già esistenti e l’estensione degli orari di apertura (oggi insufficienti) insieme ad una implementazione della comunicazione del museo. Su questi punti noi abbiamo dato disponibilità di finanziamento e supporto operativo. Non vedo motivazioni valide per cancellare un progetto così importante per Venezia».

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