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«Spetta a Roma la decisione sull’inceneritore»

Fonte: Il Gazzettino del 07-04-2020

Approda a Roma il confronto sull’impianto progettato dal Gruppo Veritas a Fusina per il trattamenti delle scorie non riciclabili e la produzione di Combustibile solido da rifiuti (Css). I comitati che si battono contro l’impianto di Ecoprogetto – società del Gruppo Veritas – hanno scritto al ministro per l’Ambiente Sergio Costa e alla Commissione Via nazionale perché il progetto sia esaminato in sede nazionale e non locale. A giudizio dei comitati infatti le tre linee nel quale sarebbero ruciati i rifiuti avrebbero una potenza complessiva di 67,9 MW termici, tali da rendere necessaria l’autorizzazione della Commissione Via nazionale. Diversa la valutazione da parte di Veritas, per la quale le linee di trattamento sarebbero solo due, con una potenza complessiva di 47,9 MW, mentre la terza linea servirebbe solo in caso di guasto di una delle altre due. I numeri sono determinanti in questo caso, dato che la legge prescrive che oltre il limite di 50 MW l’autorizzazione possa essere concessa soltanto a livello centale.

REGIONE FUORI GIOCO

L’intento dei comitati è di mettere fuori gioco la commissione regionale che sta esaminando la documentazione prodotta da Ecoprogetto per avere il via libera alla realizzazione del termovalorizzatore (o inceneritore, secondo la dizione usata da chi lo contesta). Un atto che potrebbe essere rilasciato a breve, forse già dopo Pasqua. Comitati e associazioni di cittadini, cui ora si è aggiunto anche il Wwf di Venezia, temono che l’impianto venga attivato con una potenzialità ridotta destinata ad aumentare nel tempo, con il conseguente incremento dei rifiuti da conferire (compresi i fanghi di origine industriale) ma anche delle emissioni nell’atmosfera attorno a Fusina. L’appello inviato a Roma porta le firme di Opzione Zero, Medicina Democratica, Assemblea contro il rischio chimico Marghera, Malacaigo, Ambiente Venezia, Ecoistituto Alex Langer, Eddyburg, Cobas autorganizzati Comune di Venezia, Laboratorio Venezia, Quartieri in Movimento, Mira 2030, Fff Riviera del Brenta e Venezia, Forum dell’Aria, Comitato Difesa Ambiente e Territorio Spinea, Associazione Valore Ambiente, WWF Venezia e Territorio. Nel frattempo prosegue la petizione on line sul portale change.org per chiedere che l’impianto non venga realizzato: l’obiettivo è arrivare a cinquemila firme in una sola settimana. (a.fra.)

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