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Spunta la corrosione Nei tunnel del Mose non circola l’aria

Fonte: Il Gazzettino del 30-04-2020

Un nuova gara per studiare e risolvere il problema della corrosione delle cerniere del Mose e più in generale dei materiali della grande opera. La riavvierà il Provveditorato alle opere pubbliche del Triveneto che ieri ha riunito i suoi vari consulenti in materia i professori Paolucci, Ramundo, Vitaliani in un comitato tecnico fiume, dove sono stati esaminati anche un paio di progetti del Consorzio Venezia Nuova sulla questione. E proprio gli esperti hanno ribadito come il problema della corrosione sia legato non solo alla qualità dei materiali usati, aspetto questo che andrà studiato meglio, ma anche al fatto che le delicate strutture del Mose sono rimaste troppo a lungo in ambienti senza impianti di areazione e condizionamento: le gallerie sotto le bocche di porto, cariche di umidità, dove i materiali si sono ammalorati più facilmente. Ora quegli impianti di condizionamento stanno per essere completati, in teoria già a giugno, quindi anche il problema della corrosione dovrebbe ridimensionarsi. Ieri intanto il comitato ha disposto che non si acquistino né si montino pezzi di ricambio, fino a quando gli impianti non entreranno in funzione, per evitare altri danni. Respinta anche la proposta del Cvn di utilizzare, per gli steli, acciaio superduplex. É stato deciso di acquistare un certo numero di steli in acciaio normale e di aspettare le soluzioni che usciranno dalla gara sui materiali. Tutti d’accordo, invece, sulla necessità di intervenire sulle barre, altra proposta del Cvn. Ma si è discusso su chi dovrà accollarsi i costi: Provveditorato o concessionario. Questione che sarà approfondita in una successiva riunione.

GLI ALTRI PROGETTI

Il tema della ripartizione dei costi è tornato anche per altri progetti in discussione. Un intervento da 3 milioni per la sistemazione di alcune opere civili alla bocca di porto di Chioggia: approvato, ma con delle distinzioni sui costi. Via libera, con una serie di prescrizioni per abbassare il prezzo, anche al piano di manutenzione e gestione del jack up per la movimentazione delle paratoie che per il 2019-2021 partiva da 5 milioni. Bocciata, invece, la richiesta di contributo per la gestione e manutenzione dell’Arsenale: 1 milione tra spese di bollette e vigilanza per gli uffici del Cvn nel 2018. Quello che è stato approvato senza prescrizioni è stato invece il piano per la messa in sicurezza dei cantieri del Mose per il coronavirus: dai servizi igienici agli ambienti mensa, dalle operazioni di sanificazioni ai vari dispositivi di protezione personale. Per un totale di 2 milioni.

AUDIZIONE ATTESA

Oggi intanto di Mose si tornerà a parlare in commissione regionale dove è prevista l’audizione del commissario straordinario, Elisabetta Spitz. Chiederemo che ci faccia il punto sul funzionamento dell’opera, sui finanziamenti, sulla reale disponibilità di risorse spiega il dem Bruno Pigozzo che con il suo gruppo ha chiesto l’audizione. Il tema sollevato dalle piccole medie imprese consorziate che non vengono pagate e che, attraverso il presidente di Kostruttiva, Devis Rizzo, puntano il dito contro la politica. Hanno ragione. Vogliono essere pagati: è giusto. Rizzo sollecita il ministro Paola De Micheli, come stiamo facendo anche noi perché sia chiarita la cosa. Se i soldi ci sono devono arrivare.

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