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Stazione, ecco la piastra olimpica

Fonte: Il Gazzettino del 24-07-2020

La notizia è che si può fare, e che non costerebbe neppure così tanto: il progetto MuM (Mestre unisce Marghera, e viceversa), insomma, non sembra più un sogno poi così irrealizzabile. E il sindaco Luigi Brugnaro, ieri mattina negli uffici della smart control room della polizia locale, a un anno dalla ratifica dell’accordo di programma con le ferrovie, ha lanciato la sfida al Ceo di Fs Sistemi urbani, Umberto Lebruto: inaugurare la nuova stazione entro il 2026. 

LO STUDIO

Da quella simbolica stretta di mano del luglio del 2019, si è fatto un importante passo avanti. Uno studio di fattibilità che, letteralmente, ha confermato che l’idea è realizzabile con un investimento di 50 milioni. Certo, siamo ancora in una fase embrionale, ma le idee sembrano essere chiare, anche da parte del principale partner del Comune, le Ferrovie: una piastra larga 18 metri e lunga un centinaio, a una decina di metri dal livello dei binari, a collegare Mestre a Marghera nella zona di via Ulloa. Non una semplice passerella, ma una sorta di vero e proprio viale, coperto da vetrate, riservato a pedoni e ciclisti e con aree verdi e attività commerciali. Completo anche di scale mobili e collegamenti ai binari, perché il boulevard dovrà essere funzionale alla città, ma soprattutto a chi prende il treno. Restano le due grandi torri, verrà ristrutturata l’area dell’ex parco ferroviario, così come la facciata principale della stazione. «Io stesso – ammette Lebruto – difficilmente stento a capire qual è l’ingresso. Bisogna ripensarlo». Stile moderno e raffinato, gioco di vetri e trasparenze: i rendering raccontano uno scalo avveniristico. «È un progetto ambizioso ma Mestre lo merita – continua Lebruto – l’obiettivo è la ricucitura urbana con Marghera. Questa stazione conta circa 600 treni al giorno, 164 di lunga percorrenza per un totale di circa 15 milioni di passeggeri all’anno. Si pensi che l’aeroporto Marco Polo, terzo scalo d’Italia, arriva a 12 milioni». 

OLIMPIADI

La data, 2026, non è casuale: tra cinque anni, infatti, Cortina ospiterà le Olimpiadi invernali. Mestre, allora, sarà lo snodo ferroviario principale, per questo la sfida è essere pronti per l’arrivo sui monti veneti della fiaccola olimpica. Non è da escludere, inoltre, che si punti a rientrare nell’alveo dei finanziamenti del Cio: è innegabile che quella stazione possa diventare strategica per tutta la manifestazione. «Noi abbiamo accettato la scommessa – conclude Lebruto – e credo sia un termine possibile». Particolarmente soddisfatto il sindaco Brugnaro: questo progetto è sempre stato il suo principale obiettivo per cambiare il volto della città. Fin dai tempi dell’università, quando quel collegamento era l’argomento della sua tesi di laurea. «Mi hanno deriso, hanno detto che non si poteva fare – commenta, togliendosi qualche sassolino dalla scarpa – e invece noi lo realizzeremo in cinque anni. Allungheremo la vasca, sarà una passeggiata lunghissima attraverso la città. In questo modo si alzerà il valore delle case, tutto l’ambiente abbandonato in passato diventerà più ricco e in questo modo si allontanerà il degrado».

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