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Stop al cantiere Cesaril, La rivolta dei residenti. Il titolare: stavolta chiudo

Fonte: La Nuova Venezia del 12-03-2020

È riscoppiato il caso dello storico cantiere navale Casaril, contestato ancora dai residenti che abitano dal 2017 nelle 39 case dell’ex Opera Pia Coletti a Cannaregio, adiacenti alla ditta. Il problema più grande sta però a monte dato che la città ha bisogno sia di tutelare le attività artigianali che di accogliere più residenti. Come fare per risolvere il problema? L’assessore all’Urbanistica e all’Edilizia Privata Massimiliano De Martin è convinto che una soluzione si possa trovare spostando il cantiere in un luogo consono, non ancora però individuato. Per l’avvocato che all’epoca aveva seguito il caso, Giorgio Suppiej, l’amministrazione parla molto, ma senza essere in grado di dare un futuro a una delle attività più antiche della città. Il proprietario del cantiere Luca Casaril replica che se si trovasse un posto adeguato si sposterebbe e che si sta attendendo rigorosamente alle indicazioni della Procura che, mesi fa, aveva dissequestrato il cantiere a patto che si facessero dei lavori, come sono stati fatti.Alcuni residenti tuttavia contestano che la ditta lavori in regola, dicono che la gru non sia autorizzata e sono preoccupati dell’odore di vernice che affermano si sente, accusa rigettata da Casaril che racconta di continuare a ricevere sempre visite di controllo e di non usare nessuna vernice. Che ci fosse un problema di convivenza era noto da tempo: il cantiere navale è a San Girolamo dal 1910 e rappresenta un fiore all’occhiello della cantieristica veneziana. 

I residenti invece sono entrati nelle case del Comune a fine 2017, grazie a un bando indetto dall’amministrazione. Il problema è nato perché i residenti non sopportano il rumore continuo del cantiere che sta tenendo la loro vita impossibile. «L’amministrazione ci tiene sia ai residenti che al cantiere e non vogliamo che ci sia un conflitto tra entrambi», spiega l’assessore De Martin, «Bisogna dire che ai residenti sono state mostrate le case prima di acquistarle e che non possono dire di aver scoperto il cantiere ora. Dall’altro lato vogliamo difendere la cantieristica navale e ci impegniamo a individuare un posto adatto». La polemica ormai dura da molto tempo e si ripresenta ciclicamente. «Non ho problemi nello spostarmi, ma il posto deve permettermi di lavorare come adesso», dice Casaril, «L’amministrazione mi aveva proposto Sacca Serenella a Murano, ma non c’erano le fognature. Spero che si trovi una soluzione, altrimenti è la volta che chiudo». Se così fosse il mondo della cantieristica subirebbe un durissimo colpo. La storia, in sintesi, è questa: il cantiere è stato ceduto all’epoca dal demanio con delle parti inaspettatamente non a norma. Con il tempo inoltre la marea si è mangiata parte della Sacca, costruita con le macerie del campanile di San Marco, crollato nel 1902. Il cantiere diventa un punto di riferimento per la città. La scorsa amministrazione cambia destinazione d’uso da scolastico a residenziale e l’attuale porta avanti il progetto di residenzialità. Quando il Comune lo acquisisce dallo Stato sorgono dei problemi tecnici e burocratici che ancora oggi vanno avanti e complicano la situazione. Le prime denunce avevano portato al sequestro del cantiere, poi dissequestrato con dei patti che l’attuale studio Alessandro Sartore Calenda conferma che sono seguiti. Ora sta all’amministrazione trovare una soluzione che metta d’accordo residenti e cantiere.

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