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Tagli alle corse, ancora proteste Actv: «Le critiche? Scorrette»

Fonte: Il Gazzettino del 19-03-2020

Dopo i cittadini e i pendolari, con le loro denunce e segnalazioni sui social network, ora si muove la politica per dire ad Actv che così non va. Che il taglio dei servizi effettuato con la manera come se si trattasse dei servizi essenziali nei giorni di sciopero generale non basta a garantire la sicurezza di chi viaggia. Si sono mossi i presidenti delle Municipalità di Marghera (Gianfranco Bettin) e di Venezia Murano Burano (Giovanni Andrea Martini), che hanno scritto indignati al sindaco. «Non si espone chi va a lavorare – attacca Bettin – non si espone nessuno al rischio del contagio e non si mette in pericolo la salute di un’intera comunità per ragioni di bilancio».

LE MUNICIPALITÀ

Stesso messaggio da Martini: «È prioritario il pareggio di bilancio o la salute dei cittadini? È urgente una riorganizzazione della mobilità pubblica adeguando la frequenza dei mezzi alla reale e nuova situazione garantendo la distanza di sicurezza tra le persone». La maggior parte dei problemi si incontrano con le linee della mattina presto (tra le 5.50 e le 8) quando si muovono i pendolari che devono recarsi al lavoro, spesso per svolgere servizi pubblici essenziali, come la sanità, l’ordine pubblico, la sicurezza e il trasporto stesso. Si sono fatti sentire anche i consiglieri di Municipalità di Venezia di Italia Viva e Pd, i quali hanno predisposto una serie di lista della spesa per dare qualche indicazione ad Avm/Actv. «Le linee 5.1 e 5.2 risultano ancora sovraffollate negli orari di punta – dicono – poi la linea 12 va potenziata con la prima corsa da Treporti posticipata che non permette al personale ospedaliero di arrivare in tempo per il cambio turno del mattino e poi deve attendere la sera un’ora e mezza per rientrare a casa. La linea 14 delle 5.55 e delle 7.30 da Punta Sabbioni sono piene perché sono state tolte due corse precedenti. Idem per la linea 1 tra le 7 e le 8 tra piazzale Roma e Rialto/Ca’ Rezzonico dove spesso non c’è il rispetto della distanza di sicurezza».

L’AZIENDA

L’azienda si è intanto mossa aggiungendo alcune corse alla linea 13 (Fondamente Nove-S. Erasmo-Treporti) e alla linea 14 (Punta Sabbioni-Pietà), che saranno operative da questa mattina. Sono in corso comunque riunioni su riunione per porre rimedio alle situazioni di disagio rilevate martedì, come l’isolamento della Giudecca rispetto all’ospedale e i motoscafi di linea 5.2 da piazzale Roma verso Fondamente Nove negli orari dei pendolari. Actv ricorda ancora come le aziende normali dovrebbero far lavorare i propri dipendenti da casa, come prevedono i decreti del Governo e che c’è ancora troppa gente in giro, soprattutto nelle fasce orarie occupate dagli ospedalieri e degli altri servizi essenziali.  «È precisa responsabilità dei vertici di qualunque azienda, pubblica o privata, preservare il patrimonio aziendale (e i posti di lavoro) da situazioni che possano portare alla chiusura della azienda stessa. Ciò sulla base delle risorse economico-finanziarie a disposizione – dice il direttore generale di Avm, Giovanni Seno – nel caso di società’ (pubbliche o private) che erogano pubblici servizi sulla base di tariffe non di mercato è responsabilità dello Stato garantire le risorse economiche e finanziarie necessarie per l’erogazione dei servizi in questione. Ognuno deve fare il proprio dovere». E poi, Seno ne ha anche per chi protesta per iscritto o a voce. «Criticare oggi le aziende di trasporto pubblico perché sono costrette a diminuire i servizi è inutile e scorretto – continua – soprattutto in un contesto dove a modificarsi dovrebbero essere le abitudini (in particolar modo di mobilità) delle persone. Da parte nostra – conclude – continueremo ad ascoltare i cittadini e a cercare di migliorare i servizi sulla base delle risorse disponibili e con attenzione alla salute di tutti. Questo non è il momento delle polemiche. Ognuno faccia piuttosto il suo dovere secondo il proprio ruolo e la propria responsabilità». Ergo, chi può farlo, se ne stia a casa e non intasi i mezzi.

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