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Tesserin: «San Marco ha già perso un milione e mezzo di incassi»

Fonte: Il Gazzettino del 12-03-2020

«Bisogna comportarsi come se fossimo in trincea, senza farsi prendere dallo scoramento». Il primo procuratore di San Marco, Carlo Alberto Tesserin (in foto), anche ieri è venuto a Venezia. In Basilica resta aperta solo la Nicopeia, per la preghiera. Chiuso il resto, ormai da giorni, con effetti drammatici per i conti della Procuratoria. «Siamo molto preoccupati – continua Tesserin -. Dopo l’acqua alta di novembre ci troviamo in questa situazione che si è sviluppata in modo imprevisto, con una proiezione incerta. Siamo nel tunnel e non vediamo l’uscita». Con 80 dipendenti, San Marco faceva affidamento su 5 milioni di visitatori l’anno per un incasso lordo di 12 milioni. Il mese di marzo, da solo, in genere portava un milione di incassi. «Ora abbiamo già messo in conto che da gennaio al 31 marzo avremo un milione e mezzo in meno. E la Procuratoria non ha altre entrate» sottolinea Tesserin. Finora tutti hanno continuato a lavorare, ora qualche misura dovrà essere presa. Prima di arrivare alla cassa integrazione, la Procuratoria ricorrerà all’istituto della banca ore e alle ferie. Misure che non interesseranno restauratori e personale amministrativo, in tutto una trentina di persone, ma chi si occupa della guardiania. Circa 50 persone. «Ora accentueremo la messa in ferie e l’utilizzo della banca ore. La cassa integrazione sarebbe il passo successivo. Ma vorremmo tanto che le ferie fossero sufficienti per ripartire».

 

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