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Trasformare il Museo M9 di Mestre in una sede universitaria

Fonte: La Nuova Venezia del 26-06-2020

Il Museo M9 è costato 110 milioni. Ha chiuso il bilancio 2019 con 54.000 visitatori (ne erano stati preventivati 200.000) e un disavanzo di 6,5 milioni. La Fondazione Carive aveva tronfiamente presentato il Museo come «la piazza in cui gli italiani e tutti quelli che sono interessati all’Italia possono incontrarsi, scoprire le proprie origini e gli sviluppi delle cose che li circondano, confrontandosi su come proiettarle verso il futuro».Era, invece, un evidente progetto generico, elaborato da persone prive di ogni competenza in ambito museale, che in breve tempo si è dimostrato fallimentare. Ora la situazione è diventata insostenibile, perché continuare a tenerlo aperto provocherebbe lo sperpero di ulteriori denari destinati alle finalità sociali della Fondazione Carive.Che fare? 

Una soluzione potrebbe essere quella di trasformare la struttura del Museo M9, anche per la sua qualità architettonica, in sede dell’Università Iuav di Venezia per insediarvi i corsi di laurea triennali in “Design della moda – Arti multimediali” e i corsi magistrali in “Arti visive e moda”, “Design del prodotto e della comunicazione visiva”, “Teatro e arti performative”. La sede, che si estende su 10.000 metri quadri, potrebbe mantenere degli spazi da destinare a esposizioni e sfilate organizzate dagli studenti.I denari risparmiati andrebbero a sostenere le attività sociali e culturali delle numerose associazioni e biblioteche che l’infelice operazione M9 ha privato di preziosi finanziamenti.Non solo, con conversione del Museo in sede Universitaria si porterebbero studenti nel depauperato centro di Mestre, rivitalizzandolo.

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