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Trasporti in tilt protesta continua Al Tronchetto striscioni dei piloti

Fonte: La Nuova Venezia del 16-06-2020

«Assumere stagionali. E potenziare il servizio nei week end e nelle fasce critiche. Altrimenti sarà un’estate da dimenticare». Non si placano le polemiche sulla gestione del trasporto pubblico. Code e ressa ai pontili. Vaporetti e motoscafi non sufficienti a trasportare le persone, viste anche le limitazioni Covid.Ieri mattina davanti alla sede Actv del Tronchetto una rappresentanza di piloti e dipendenti ha manifestato con striscioni e volantini affissi all’ingresso della direzione. «Salvaguardare la mobilità della cittadinanza e il trasporto pubblico, che va adeguato alle necessità». Rotta di collisione con l’amministrazione. Il direttore generale Giovanni Seno, che in questi giorni potrebbe essere riconfermato al vertice dell’azienda di trasporti (che guida dal 2011) respinge le critiche, e invita ala pazienza. Nei giorni scorsi aveva invitato i Veneziani a «cambiare abitudini». 

Un appello che non tutti hanno accolto. Difficile rinunciare al vaporetto quando si è in un’isola. Oppure ai collegamenti soprattutto delle circolari del GiraCittà, quando si è anziani o portatori di handicap. A Venezia non semre si può andare a piedi. O in auto. E’ ancora un punto critico del trasporto lagunare. Circolari ogni mezz’ora, posti insufficienti. E il sistema non regge.Un primo passo avanti era stato fatto la settimana scorsa, con l’accordo tra azienda e sindacati. Con il rientro dalla Cassa Integrazione i 3 mila dipendenti dell’azienda si sono visti salvaguardare stipendio e posto di lavoro. «Ma non è sufficiente», protesta un delegato di Sgb, «se non ci sono gli stagionali non siamo in grado di garantire i servizi. E da adesso a settembre sarà sempre peggio».Si era partiti con la sospensione dei servizi, soprattutto in laguna Nord. Una circolare ogni ora, servizi straordinari soppressi. «La priorità è salvare l’azienda», ripeteva Seno, in questo confortato anche dal sindaco Luigi Brugnaro. Fuoco di fila dalle opposizioni. Cinquestelle, Gruppo Misto, il Pd. Malumori anche nella maggioranza. Finché il sindaco aveva insistito per riprendere i servizi normali. Ma da lunedì scorso i servizi sono «normali» solo in quanto simili a quelli in vigore durante l’inverno. Dunque, senza il prolungamento della linea 2 al Lido, con i GiraCittà ogni mezz’ora. 

Si vede qualche bis, ma quasi esclusivamente sulla linea 2. E sabato il sistema è andato in tilt. «Basterebbe pensare qualche soluzione», suggerisce un manifestante, «come ad esempio potenziare anche i motoscafi in quelle fasce orarie. E far aspettare i passeggeri sul pontile o fuori, non chiusi dentro il terminal e ammassati uno sull’altro». Tanto varrebbe altrimenti togliere anche il limite dei passeggeri all’interno dei vaporetti. Perché così’ la calca si forma negli imbarcaderi.Altri problema all’orizzonte quello ventilato da un gruppo di utenti con l’abbonamento annuale. «Il servizio è stato praticamente azzerato per tre mesi, chiederemo il rimborso», annunciano. Intanto il Comune ha chiesto alla Regione di tener conto che a Venezia città d’acqua i contributi non possono essere erogati sulla base dei chilometri percorsi, ma in rapporto alle «ore moto». E che il trasporto acqueo costa molto di più di quello di terra. Come personale, carburante, manutenzioni. Senza i turisti che pagano 7,5 euro il ticket, non basta nemmeno l’aiuto dello Stato. Che ha stanziato, ha detto il sottosegretario Baretta, la stessa cifra rispetto all’ano scorso, pur con servizi ridotti.

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