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Trecento barche a Punta Passo «Manca l’affaccio per la comunità»

Fonte: La Nuova Venezia del 09-05-2020

Nuova darsena, 300 posti barca e polemiche. Per il rischio caos in laguna, la realizzazione di un parcheggio a due passi dalla laguna e lo scarso affaccio sull’acqua – un fronte di poco più di cinque metri – poco fruibile dai cittadini. Del progetto si è discusso l’altro giorno in commissione consiliare e se ne discuterà ancora la prossima settimana, in vista dell’approdo in consiglio comunale della delibera della variante. L’intervento prevede, nell’area demaniale di Punta Passo in concessione ai fratelli Marchi, l’ampliamento della piccola darsena esistente che potrà, se il progetto presentato da loro presentato e redatto dallo studio Blu Architettura di Piero Vincenti verrà approvato, arrivare ad ospitare 300 posti barca. Di cui 220 destinati alle barche sotto i 7 metri, 60 per le imbarcazioni tra i 7 e i 10 metri, e 20 per le barche oltre i 10 metri. Un progetto che – se pur ritenuto bello dal punto di vista architettonico – non convince del tutto chi questa zona la conosce da sempre.

Come Giuseppe Sartori, dell’associazione La Salsola. «E’ da circa 35 anni che la comunità di Campalto chiede di avere uno sbocco sulla laguna», spiega, «il progetto interpreta questa aspettativa ma lo fa a modo suo, destinando all’affaccio un fronte di poco più di 5 metri». Un fronte che potrebbero però essere allargato – e utilizzato così da tutti – se nel piano fosse compresa oltre all’area demaniale anche quella comunale, sul lato ovest, dove si trova un grande magazzino utilizzato dai fratelli Marchi al centro di un lungo contenzioso con il Comune per il suo abbattimento. Si legge nelle osservazioni presentate dall’associazione la Salsola che il piano «antepone e privilegia le proposte dei privati proponenti a quelle dell’intera comunità». E ancora: «La parte riguardante l’area comunale, dato il contenzioso in corso, è stata stralciata, ma è comunque in stretta relazione con il progetto in sottotraccia, avendo vincolato la proposta alla cancellazione dei contenziosi in atto». Per l’associazione lo spazio della parte ovest – la riva destra del ghebo Morosini – non può essere sufficiente come affaccio alla laguna. C’è poi la questione del parcheggio di 109 posti auto. «Un parcheggio incompatibile con la laguna, a meno che non venga adeguatamente schermato». Ci sono questioni legate al progetto, e altre alle sue ripercussioni sul traffico in laguna.

L’impressione di molti è che una darsena che dovrebbe essere destinata a piccole imbarcazioni tradizionali si possa trasformare in qualcos’altro. Timore che viene, come osserva Paolo Cuman, della Canottieri Mestre, nel leggere il dettaglio dei posti barca. «In quell’area è impensabile voler ospitare barche più lunghe di 7-8 metri», dice, «senza contare che quella sopra i dieci metri non potranno neppure entrare perché l’acqua in quella zona è bassissima». «Un’area della laguna», dice Cuman, «che si sta interrando». E sulla quale c’è già un traffico eccessivo che, movimentando il fondale, aumenta la dispersione di sedimenti e l’interramento. «Oltre al canale di Campalto ci sono il canale di Tessera, dove i motoscafi che passano a tutta velocità (prima della paralisi dovuta al Covid 19, ndr) e quello di San Secondo dove in estate abbiamo contato il passaggio di mille imbarcazioni all’ora. Tra il canal Salso e l’Osellino sono ormeggiate almeno 2500 barche. Se non ci saranno seri controlli sui limiti di velocità di tutte queste imbarcazioni si rischierà il far west in questo tratto di laguna».

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