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Tresse e fanghi, un esposto a Procura e Corte dei Conti

Fonte: La Nuova Venezia del 10-03-2020

Accesso agli atti per le delibere dell’isola delle Tresse. Gli ambientalisti annunciano esposti alla Procura per quello che definiscono un «atto illegittimo». Ieri si sono presentati a palazzo Dieci Savi, sede del Provveditorato alle Opere pubbliche, chiedendo copia completa della documentazione. «Vogliamo vederci chiaro», dicono i rappresentanti delle quattro associazioni, «stiamo preparando un esposto alla Procura e alla Corte dei Conti». Italia Nostra, Venezia Cambia, Ecoistituto e Comitato Altro Lido avevano inviato una diffida alla vigilia della discussione del progetto, il 18 dicembre. «Quel progetto è illegittimo», scrivevano Lidia Fersuoch, Stefano Boato, Marco Zanetti e Salvatore Lihard.

Due i punti contestati. L’innazlazmento dell’isola delle Tresse fino alla quota di 12 metri e mezzo, per ricevere un altro milione di metri cubi di fanghi scavati dai canali portuali. E poi la proroga della concessione alla società Tressetre (gruppo Mantovani) scaduta il 31 dicembre 2015. Adesso il Comitato Tecnico di magistratura ha bocciato la proroga, dopo che il relatore l’aveva definita «illegittima». Affidando al Porto e all’Avvocatura l’incarico di trovare una soluzione per lo scarico dei fanghi in condizioni di «somma urgenza». Il Porto ha lanciato più volte l’allarme, chiedendo di essere autorizzato a scavare i canali per garantire il pescaggio. Proteste anche dei lavoratori e degli operatori portuali che chiedono di garantire «l’agibilità» dello scalo veneziano. Alla riunione del Cta erano presenti anche il prefetto Vittorio Zappalorto e il presidente dell’Autorità portuale Pino Musolino. Alla fine è arrivato il via libera, ma non alla convenzione. Proprio il punto su cui le associazioni chiedono di fare chiarezza. Un protocollo d’intesa già firmato tra l’ex provveditore Roberto Linetti, il presidente Musolino e l’amministratore delegato di Tressetre Maurizio Boschiero, prevedeva la concessione alla società per altri due anni. Lo scavo e il trasporto dei materiali, al prezzo di 13 euro e 60 al metro cubo (per Porto e Provveditorato) e 14 euro e mezzo per gli altri. In totale, circa 13 milioni di euro l’anno per due anni (escluso l’adeguamento Istat). La battaglia si svolge su due fronti. Quello ambientale, perché le associazioni ricordano come nel 1993 siano stati firmati due decreto – ancora in vigore – che riguardano proprio l’isola delle Tresse. Il progetto generale per il recupero morfologico della laguna, datato 1993 e firmato dal presidente Felice Setaro definiva «non opportuno» innalzare la quota dei livelli dell’isola, fissata a due metri. «Per sistemare 280 mila metri cubi di materiali edili si potrà allargare l’isola lato laguna di circa 50 metri». Ma l’isola è oggi alta 9 metri e mezzo, e con l’ultima autorizzazione potrà essere innalzata fino a 12,50. Il secondo aspetto è quello della movimentazione fanghi. Una lettera è stata inviata ai ministri Costa e De Micheli da Andreina Zitelli. Che ricorda come sia obbligatoria per questi progetti la Verifica di Impatto ambientale (Via). «E il Provveditorato è organo vigilante, non può essere parte in causa». Carte adesso sul tavolo del provveditore Cinzia Zincone e dell’Avvocato dello Stato Cirillo. Si dovrà trovare una soluzione per i fanghi. Ma anche dare risposta a queste obiezioni.

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