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Tresse, via libera ai fanghi non tossici ma il Porto deve rivedere la procedura

Fonte: Il Gazzettino del 06-03-2020

«Un via libera tecnico, ma con procedura da rivedere». Sui fanghi all’isola delle Trezze, il Comitato tecnico del Provveditorato alle opere pubbliche del Triveneto, riunitosi ieri, rimanda la palla nel campo del Porto e, pur considerando positivamente il progetto da un punto di vista di fattibilità, rinvia la procedura per una revisione. Il progetto prevede che nell’isola siano depositati i sedimenti non idonei al recupero della laguna, cioè non quelli pericolosi, ma nemmeno quelli che invece saranno utili alla ricostruzione morfologica. Il via libera tecnico, avvenuto ieri dal Provveditorato, dovrebbe consentire quindi al Porto di agire con i dragaggi al fine di poter riportare la profondità dei canali portuali fino a 11,5 metri (attualmente la Capitaneria ha ridotto da ottobre scorso il pescaggio dei canali a 10,20 metri), consentendo quindi il transito alle navi merci in direzione Marghera

GLI EFFETTI

Una notizia positiva nella sostanza (meno nella forma) per la portualità veneziana, dato che, dopo l’interruzione di alcune tratte con la Cina e il sudest asiatico, impossibilitate al passaggio a causa dei bassi fondali, il rischio era di minare ulteriormente l’economia cittadina e tutto l’indotto legato al porto. Per contro rimane però da vedere come risponderanno al provvedimento le associazioni ambientaliste, che in passato si erano espresse in maniera scettica su questa ipotesi. A prender parte all’incontro erano presenti i rappresentanti degli enti interessati, quindi il Comune, la Regione e la Capitaneria di Porto. Tutti si sono detti d’accordo con l’approvazione del piano-Tresse, un parere molto atteso. Mentre per ciò che riguarda gli altri progetti, meno urgenti, si è scelta l’opzione del rinvio a causa del coronavirus. Infatti, proprio per le disposizioni vigenti in materia di diffusione del contagio, altre discussioni sono state rimandate di venti giorni.

TEMI RINVIATI

Temi come il legame tra le imprese che ancora attendono fondi per il Mose potrebbero quindi esser analizzati il 25 marzo prossimo, a meno che il virus continui a richiedere misure straordinarie in grado di far rinviare ulteriormente le riunioni. Nel corso dell’incontro il comitato ha approvato due atti aggiuntivi per i lavori che devono ancora essere eseguiti in merito al Mose, ma non si è entrati nello specifico del tema riguardante gli avanzi alle imprese da parte del concessionario. Infine, Provveditorato e Regione hanno stabilito di estendere in termini di tempo alcuni monitoraggi ambientali sulle bocche di porto, da eseguirsi con l’Arpa Veneto.

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