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«Turismo e vetro, aiuti più consistenti»

Fonte: Il Gazzettino del 14-07-2020

Senza turismo Venezia non riparte e l’ennesima, drammatica conferma arriva dalla situazione dell’industria del vetro di Murano. Senza turismo che si ferma negli alberghi, quello che spende, le fornaci e le sale da esposizione sono semideserte. Così, il sindaco Luigi Brugnaro è tornato all’attacco per chiedere di tutelare tutti gli operatori che in questo momento non lavorano e, presumibilmente, non lavoreranno fino alla prossima primavera.

CRISI DI FILIERA

«C’è una crisi di settore, che si innesta in tutta la filiera turistica e nelle tante specificità di Venezia – ha detto ieri Brugnaro alla presentazione della Venice Glass Week, di cui riferiamo nelle pagine culturali – ecco perchè ho chiesto ancora al Governo di allungare gli ammortizzatori sociali per la filiera turistica considerandone le particolarità. Il vetro è cultura, turismo, fa parte di una filiera di qualità. Quando ripartiremo non potremo farci trovare con una offerta meno ricca di quanto avevamo prima di questa crisi». Il problema è evidente ogni giorno e a farlo presente sono gli stessi operatori. Certo, sabato e domenica Venezia, Murano e Burano sono piene di gente, ma è un turismo che non porta neanche all’acquisto di una caramella realizzata a lume. Figuriamoci del grande pezzo, come un bel vaso soffiato, una scultura o un lampadario. La sofferenza riguarda tutte le categorie che, poco o tanto, gravitano attorno al turismo.

ALBERGHI SEMIVUOTI

«Ho parlato poco fa con le sale da esposizione, che mettono in vetrina le produzioni di piccole realtà artigianali – ha proseguito il sindaco – e i titolari sono disperati. Parlo anche di piccole aziende che vivono attraverso le sale e le mostre, che a loro volta vivono con gli alberghi, alla faccia di quelli per cui il turismo non conta. C’è qualche tiepido segnale di ripresa: alcuni alberghi hanno un tasso di riempimento del 20-30 per cento, lavorano in perdita e lo so. Poi – ha puntualizzato riferendosi alle recenti polemiche – c’è chi ha fatto una tragedia perché con l’annullamento dei fuochi del Redentore ha perso clienti. Una cosa che non fa onore ad un imprenditore». Se negli alberghi è tutto fermo, a Murano è pure peggio, visto che i problemi c’erano anche in tempi normali. A cominciare da quello più grave della contraffazione o della vendita di vetro di scarsa qualità per vetro di Murano. «Sono ancora determinato ad arrivare al marchio per tutta la produzione dell’isola – ha ribadito Brugnaro – come riusciamo a farlo lo stiamo cercando di capire assieme alla Regione». Ora, la preoccupazione principale rimane l’autunno, che si preannuncia molto caldo, con l’Italia produttiva che annaspa e il turismo internazionale bloccato. In gioco ci sono molti posti di lavoro che non si sa se fra un anno ci saranno ancora. «Dobbiamo recuperare il turismo internazionale – ha concluso – e questo è anche il senso di manifestazioni culturali importanti, ma non molliamo sulla regolamentazione del turismo. Quello che arriva in questi mesi è meglio di niente, ma non è ciò di cui abbiamo bisogno. Io resto dell’idea che la visita della città possa essere un giorno prenotabile. Gli strumenti li abbiamo, il momento per usarli non è questo».

LEGGE SPECIALE

Infine, un appello ai parlamentari veneziani e veneti, di tutti gli schieramenti: «Per favore, invece di bloccarsi sui poteri previsti dalla nuova Legge speciale, che chissà quando sarà approvata, non si può finanziare la legge esistente? Ci diano i 150 milioni l’anno per 10 anni che ho richiesto e riusciremo ad arrangiarci anche in questo frangente».

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