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Un nuovo pontile per lancioni turistici alle Fondamente Nove in fianco al Civile

Fonte: La Nuova Venezia del 24-05-2020

I lancioni turistici sbarcheranno anche alle Fondamente Nove, in una delle zone della città ancora riservate finora ai residenti. Sono infatti iniziati in questi giorni lungo la riva, nelle vicinanze del rio dei Mendicanti i lavori di installazione un pontile per gli ormeggi delle imbarcazioni turistiche della Cooperativa Ducale. La Cooperativa di gondolieri, presieduta dal noto regatante Giampaolo D’Este – più volte campione della Regata Storica – si occupa, fin dal 1969, del trasporto di gruppi per via d’acqua nella Laguna di Venezia con servizi svolti da gondole e imbarcazioni in legno tipo taxi e gran turismo, con una portata da 12 fino a 120 passeggeri. Offre servizi per l’organizzazione di transfer da e per i principali terminal e isole di Venezia e servizi speciali personalizzati su richiesta del gruppo. La Ducale aveva già approdi turistici al Tronchetto, nella zona della Ferrovia, a San Marco, al Lido e a Punta Sabbioni. Ma ora vuole evidentemente “sbarcare” anche alle Fondamente Nove, dove peraltro il piano sui flussi turistici già annunciato due anni fa dal Comune prevederebbe di spostare in prospettiva una parte degli approdi dei Granturismo che ora insistono sul bacino di San Marco. per disintasarlo. 

Ma per realizzare il nuovo approdo turistico della Ducale si è scelto un punto particolarmente delicato delle Fondamente nove, a poche decine di metri di distanza dall’approdo del Pronto soccorso dell’Ospedale Civile e nelle vicinanze del rio dei Mendicanti, su cui si affaccia anche il nosocomio e che diventa sempre più trafficato. «Non si capisce veramente la logica con cui il Comune abbia dato la concessione per lo sbarco dei lancioni turistici in un’area già cosi delicata e intasata – commenta il regista Enrico Ricciardi che abita nella zona – e noi residenti siamo tutti preoccupati, anche perché solo per infiggere i pali per il sostegno del pontile hanno fatto tremare i palazzi storici di questa parte di Venezia. Il rio dei Mendicanti è diventato peggio del rio di Noale, trafficatissimo a tutte le ore del giorno. E ora lo sarà ancora di più, visto che i mezzi di Veritas per l’asporto rifiuti che prima accostavano proprio al tratto di riva dove ora si vuol realizzare il pontile per la Ducale, avranno un attracco anch’essi sul rio dei Mendicanti, in una posizione tra l’altro difficile, aumentando ulteriormente il traffico e il caos. Si afferma in ogni occasione di voler tutelare la residenza e poi si trasforma in un’area di turistica anche una delle poche zone di Venezia ancora popolate».

E proprio di fronte al tratto di riva dove sarà realizzato il nuovo approdo per i lancioni turistici, è stato appena sfrattato dalla sua bottega ai proprietari l’ultimo falegname ancora aperto lungo le Fondamente Nove, Davide D’Este. «Ero qui da quarant’anni – spiega – ma i proprietari non mi rinnoveranno il contratto. Spero però di poter continuare la mia attività aprendo il laboratorio alla Giudecca, nella zona delle Zitelle. Sono in attesa di notizie, ma non voglio chiudere». Proprio nelle vicinanze del nuovo pontile turistico sorgonoi anche due storici e fragili palazzi veneziani come Palazzo Merati e Palazzo Berlendis, che rappresentano un angolo ancora “vivo” della città, perché abitati da residenti e non trasformati in alloggi turistici. Ma l’onda lunga del turismo giornaliero – non appena superata l’emergenza Coronavirus – rischia ora di travolgere anche questa parte di Cannaregio ancora popolata dai residenti. Per questo, in un momento già così difficile per la città, cresce anche la protesta tra chi abita qui, per sentirsi abbandonato a se stesso. 

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