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«Una discarica non è l’alternativa all’inceneritore»

Fonte: Il Gazzettino del 03-03-2020

In caso di emergenza sanitaria i parametri normali finiscono per saltare. Lo si vede nella vita di tutti i giorni: teatri e cinema chiusi, attività sportive interrotte, eventi annullati. Le condizioni di emergenza, in certi casi, possono arrivare a diventare ancora più stringenti e riguardare, per esempio, i rifiuti. Nelle zone rosse, infatti, la raccolta differenziata salta: non si separa più, si riunisce e si brucia, proprio come accade per i rifiuti ospedalieri. Motivo in più, secondo Veritas, per motivare la presenza di un inceneritore. Le ragioni, però, per la multiutilty veneziana sono numerose. «L’impianto di Fusina – scrive l’azienda in una nota – intende sostituire la biomassa legnosa già autorizzata con Css e fanghi da depurazione civile per produrre energia, è stato dimensionato alle esigenze del nostro territorio, ben conosciute da Veritas, che spesso affronta variabili importanti, per esempio picchi stagionali e imprevisti propri della raccolta dei rifiuti». Veritas ribadisce che disporre di adeguati impianti territoriali è l’unica soluzione possibile per non incorrere in emergenze, soprattutto in vista della riconversione della centrale termoelettrica dell’Enel Palladio che dal 2023 non sarà più alimentata a carbone. 

«Se diminuirà la quantità di rifiuti resterà sempre la possibilità di utilizzare nell’impianto la biomassa legnosa, come peraltro già autorizzato da oltre due anni. Alternative all’utilizzo diretto del Css (prodotto dalla raffinazione del rifiuto secco residuo) da parte di Veritas non esistono, se non l’invio in impianti simili dislocati in altre zone, con costi molto elevati e purtroppo in crescita». «Questo progetto di utilizzo del Css – continua Veritas – è stato concepito con senso di responsabilità perché obbliga chi opera e garantisce un servizio pubblico come Veritas a mantenere il territorio indenne da emergenze legate allo smaltimento dei rifiuti. Questo però sarà impossibile senza impianti o alternative per tutto quello che non può essere riciclato o trasformato in nuovi materiali. Purtroppo, la riduzione dei rifiuti non ha gli stessi tempi delle crisi o della necessità degli impianti». «L’alternativa non è – conclude la società la discarica, come invece vorrebbero molti di quelli che adesso protestano e salgono sulle barricare contro il progetto. Quale scelta è più sensata e sicura tra un’enorme emergenza e un impianto territoriale di dimensioni adeguate e più che rispettoso delle norme in maniera stringente, grazie a emissioni monitorate in continuo dalle autorità preposte ai controlli?»

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