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Una famiglia su tre vive in case piccole Cambierà anche il modo di abitare

Fonte: La Nuova Venezia del 12-05-2020

La quarantena all’insegna del “Io resto a casa”, sembra , almeno per il momento, superata. Restare in casa non è più un obbligo tassativo e, rispettando le norme di distanziamento e le regole di sicurezza previste dall’ultimo Decreto del governo, si può tornare all’aria aperta. Le settimane di clausura in casa propria resteranno un ricordo, di sicuro poco piacevole per chi ha dovuto rassegnarsi a passarle in un’abitazione di poche decine di metri quadrati, magari da condividere con i familiari. Per chi, invece, aveva a disposizione abitazioni di 80, 100 od oltre metri quadrati, la clausura di sicuro è stata meno spiacevole, ma sono una minoranza. Secondo l’analisi di Abitare Co. (società attiva nell’ambito dell’intermediazione immobiliare che ha preso in esame i dati dell’Istat) le famiglie venete hanno a disposizione una superficie media di 132,4 metri quadrati, un valore ben al di sopra della media nazionale (117). Ma la media, si sa, non fa giustizia delle singole situazioni e nasconde i dati relativi alla consistente fetta di popolazione che vive in alloggi ben più modesti e piccoli, spesso sovraffollati. Tra le 12 grandi città sono i milanesi ad avere la minore superficie media (88 mq), seguiti dai torinesi (91 mq) e dai bolognesi (96 mq), mentre gli spazi si allargano a Palermo (116 mq), Verona (114 mq) e Venezia (112 mq). Ma in provincia, la percentuale di case inferiori a 80 mq è più alta a Venezia (33,5%); l’11,8 % di abitazione sono sotto i 59 metri , il 33,5% fino a 79 metri, il 29 % fino a 119 metri e solo il 24 % sopra i 120 metri. La “fotografia” di Abitare Co. 

Mostra anche aspetti meno rosei. Secondo l’ultimo censimento Istat 1, oltre un quarto delle abitazioni (25,7%) occupate da persone residenti è al di sotto degli 80 mq e l’8,9% non raggiunge i 60 mq. Valori, comunque, migliori rispetto alle altre regioni. Tra le province, la percentuale di case inferiori a 80 mq è più alta a Venezia (33,5%) e a Belluno (31,2%). I nuclei familiari per abitazione più numerosi sono, in Veneto, il 12,4% delle abitazioni (occupate da più di 4 persone) è inferiore a 80 mq (la media nazionale è del 20,7%), ma con un’incidenza che arriva al 18,2% nella provincia di Venezia, seguita da Belluno (17,3%).Al sovraffollamento in spazi ristretti, si aggiunge anche la carenza dei servizi primari e strutturali. Anche se rispetto al 2014 c’è stato un significativo miglioramento, nel 2018 oltre 603.300 cittadini veneti (12,3% della popolazione) vivevano in abitazioni con problemi strutturali o di umidità. Inoltre – considerando i dati del censimento del 2011 presi in esame da Abitare Co. – nelle abitazioni venete occupate da persone residenti, oltre 4.600 case erano senza acqua potabile e 12.400 senza acqua calda, quasi 19.000 non avevano un impianto di riscaldamento, in oltre 2.600 si registrava l’assenza di un gabinetto e in più di 5.700 nessun impianto doccia e neppure vasche da bagno. 

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