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«Una grande opportunità per Mestre Interessati nove condomìni su dieci»

Fonte: La Nuova Venezia del 27-05-2020

Bonus 110 per cento, condomini in fila per poter accedere alle detrazioni. Se andasse in porto e come si augura Ance non fosse appesantito da adempimenti burocratici e paletti che ne riducono la potenziale platea, il nuovo strumento contenuto nel “decreto rilancio” consentirà di dare una svecchiata a un buon 90 per cento degli edifici della città. Il bonus del 110 per cento per alcuni interventi di riqualificazione energetica e riduzione del rischio sismico fa gola ai tantissimi che rimandavano lavori non più procrastinabili per via dei costi. 

LA SFIDA

Il 90 per cento del patrimonio immobiliare di Mestre risale al periodo del boom economico ed è composto da impianti energetici rumorosi, inquinanti, ma anche di edifici pieni di infiltrazioni con condizionatori e riscaldamento che va a palla e conti alle stelle. L’Ecobonus – sostengono Ance e Anaci – rappresenta una sfida irripetibile. Che però è ancora senza protocolli attuativi. Luca Rizzi, del direttivo provinciale Anaci Venezia (associazione nazionale amministratori immobiliari e condominiali), ne è convinto: «I condomini sono potenzialmente tutti in coda perché si rendono conto della grossa occasione storica che offre il decreto», esordisce, «perché salire di classe energetica è un’occasione imperdibile per rivalutare condomini vecchi». Prosegue: «Non sono appalti per tutti, ma per quei soggetti economici che possono fare cessione del credito. Se voglio, per esempio, rinnovare caldaia e cappotto, troverò qualcuno specializzato in entrambi. Il bonus metterà in atto un movimento virtuoso di condomini che penseranno di realizzare lavori più importanti di quelli preventivati e a lungo rimandati». 

STOP ALLA FUGA

Non solo: «E’ una riqualificazione che potrebbe fornire un grosso incentivo utile a bloccare la fuga di molti mestrini che hanno ceduto la casa e sono scappati e riportare qualità sociale all’interno delle abitazioni di Mestre. Riguarderà un buon 90 per cento delle abitazioni». «Per prima cosa servono i protocolli», spiega Giovanni Salmistrari presidente di Ance (Associazione nazionale costruttori edili), «questo bonus ha dato speranza alla gente, c’è molto fermento e molte richieste e domande da parte dell’utenza, ma anche noi come professionisti e imprese ci troviamo in difficoltà a spiegare cosa si può e cosa non si può fare, in particolare a Venezia».

CENTRO STORICO ESCLUSO

«Il bonus esclude molti degli immobili sottoposti a vincolo paesaggistico dei centri storici, prima tra tutti Venezia. Nel momento in cui impedisci per norma cappotti esterni, rimane solo l’impianto centralizzato. Le indicazioni sono di fare un salto di due classi energetiche e passare, ad esempio, dalla classe G alla D. Si può fare, ma senza rifare il cappotto esterno è molto difficile». Il bonus, dunque, avrà uno sviluppo maggiore in terraferma.

MESTRE

«Questa norma in terraferma consentirà grande sviluppo. Parliamo dei condomini classici costruiti negli anni Sessanta, che hanno ancora impianti centralizzati. Mestre è una realtà nata negli anni in cui non si poneva attenzione nel costruire edifici a risparmio energetico, pertanto c’è una certezza: tutti gli edifici realizzati fino al Duemila avranno bisogno di un intervento importante e la maggior parte accederanno a questa occasione». Non solo: «Si accede all’Ecobonus fino a 60 mila euro per appartamento, se pensiamo a un condominio di dieci unità, sono 600 mila euro, importi importanti. Il giudizio è positivo in assoluto, ma – ripeto – attendiamo protocolli e dichiarazioni. Il rapporto con la banca diventa quello che farà decollare o meno i provvedimenti perché le imprese non si accollano in proprio il beneficio fiscale, ma lo cedono ad una banca, bisogna dunque capire a che prezzo e con che modalità burocratiche». E la burocrazia, è una delle discriminanti del bonus. A frenare gli entusiasmi è Francesco Brusò, che in città gestisce molti condomìni: «Quando non ci sono decreti esplicativi e mancano da parte dell’agenzia delle entrate le norme che serviranno per utilizzare i fondi, è prematuro parlarne. Potrebbe essere interessante, ho molti condòmini interessati, ma si deve attendere. Il decreto deve essere convertito in legge, quindi potrebbero essere fatte una serie di modifiche in Parlamento. Serve una circolare esplicativa, specialmente memori di quanto è accaduto con il bonus facciate. Si dovrà capire, ad esempio, quanto le società, le banche, la stessa ditta, applicherà di incremento e commissioni non detraibili. Posto che di gratis no c’è nulla, prima devono essere chiariti i parametri».

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