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Una startup di Mirano «Mini macchinari per scuole e imprese»

Fonte: La Nuova Venezia del 08-03-2020

Sta nascendo a Mirano una nuova startup, che punta a raggiungere livelli di eccellenza nel suo settore. Si chiama Laboratorioclima, marchio del gruppo ingegneristico miranese Sdf, e si occupa di produrre impianti termoelettrici a fini didattici, pensati soprattutto per gli istituti tecnici e professionali. La startup ha sede a Vetrego ed è stata creata da Sandro Faraon, Daniele Sesso e Carlo Marigo. Marigo, 19 anni, è il responsabile commerciale e marketing, segue la produzione e la vendita. «Il progetto» spiega «nasce dalle nuove prospettive sulla professionalizzazione degli studenti ma anche all’interno delle aziende». Di qui l’idea di creare ad hoc degli apparecchi didattici simili in tutto e per tutto a un normale impianto energetico, ma di dimensioni ridotte e adatti all’attività scolastica.

«Sono pannelli dotati di diversi componenti», prosegue Marigo, «completamente funzionanti e che permettono di simulare tutti i guasti che possono avvenire. Serviranno per mostrare agli studenti nella pratica come funzionano gli impianti su cui andranno a operare una volta usciti dalla scuola. Così i ragazzi potranno entrare nello specifico di ciò che studiano nei libri, con la possibilità di analizzarlo con precisione, per esempio sviluppando calcoli e facendo dei test». Insomma, un modo per sperimentare sul campo le proprie competenze: «Il nostro motto è “Dalla teoria alla pratica” perché vogliamo portare la praticità del cantiere, dell’esperienza professionale nelle scuole, ma anche nelle aziende che hanno necessità di formare i propri dipendenti». Laboratorioclima offre tre diversi tipi di impianti didattici: Frigoboard (frigorifero), Heatboard (termico) e Greenboard (a fonti rinnovabili). I primi due sono già disponibili e qualche scuola li ha già acquistati, come l’istituto Antonio Meucci di Cittadella. Greenboard invece è ancora in produzione, ma sarà il pezzo forte della start-up: «Puntiamo molto sulla green economy per rispettare l’ambiente e seguire le indicazioni dell’Unione Europea, da cui speriamo di ottenere dei finanziamenti». 

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