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“Un’altra città possibile” andrà per conto suo con il proprio candidato

Fonte: La Nuova Venezia del 04-03-2020

L’assemblea plenaria di «Un’altra città possibile» si è espressa ieri per la formazione di un vero polo civico, il più possibile allargato, che avrà un proprio candidato sindaco, distinto e autonomo, che verrà scelto tra quelli che ci si riconosceranno nel programma, gruppi o singoli individui. Oltre due ore di confronto ieri per «Un’altra città possibile» (Uacp) che, rispettando le norme vigenti per contrastare il Coronavirus, ha affrontato un momento decisivo per le prossime elezioni amministrative. Dopo mesi di assemblee e tavoli di discussione, dove si è creato un programma che ha unito molti residenti di Mestre e di Venezia, ieri si è arrivati all’incontro che ha indicato la strada. La scelta era se unirsi ad altre civiche e proporre tutti insieme un nuovo nome entro una settimana, se sostenere il candidato Pd Pier Paolo Baretta o se invece supportare la civica «Tutta la città insieme» di Andrea Giovanni Martini. 

L’attuale presidente della Municipalità pochi mesi fa, quando è stato chiaro che il Pd non avrebbe fatto le primarie, si è staccato dal partito per fondare una sua civica che ormai sta lavorando nel territorio di Venezia e Mestre. «Siamo aperti e riteniamo che manchi un vero polo civico plurale che noi vogliamo realizzare insieme a tutti quelli che ci saranno, indipendentemente dalle etichette» ha detto ieri uno dei portavoce, Giovanni Leone. «Per noi è importante il metodo, la squadra, il programma è la connotazione veramente civica». Da ieri sera ai prossimi giorni si aprirà un confronto continuo con chi vuole condividere questa impostazione in modo da arriverà a giorni a un proprio candidato. Si è deciso quindi per rimanere fedeli allo spirito che mesi fa aveva dato origine al movimento, quello di dare spazio ai cittadini e di arrivare alla scelta di un candidato o una candidata che il più possibile rispecchi questa filosofia. Tra i punti cardine del programma la salvaguardia della laguna e la creazione di un vero piano che contrasti i cambiamenti climatici, la volontà di creare delle alternative lavorative alla monocultura turistica e un modello di residenzialità che ripopoli davvero Venezia. 

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