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Un’altra giornatta di ressa Actv: non siamo gendarmi

Fonte: Il Gazzettino del 22-05-2020

Assembramenti sui vaporetti, sui pontili, gente che rimane a terra e non riesce a salire, persone che restano appiccicate, tutte fuori all’aperto, faccia a faccia, nonostante le disposizioni di sicurezza. Anche ieri una giornata di passione per il trasporto pubblico locale, a Venezia come in terraferma. Con scene di isterismo da parte di chi rimaneva a terra, magari per una persona in più, e si è ritrovato ad attendere anche mezz’ora, di chi si vedeva beffato dai furbetti dell’uscita. Ma l’azienda sostiene che sta facendo il possibile, di più non si può mettere in campo ed è impossibile accontentare tutti.

ORDINE PUBBLICO

«Il nostro compito non è quello di fare ordine pubblico precisa il presidente di Actv Luca Scalabrin che cosa possiamo fare se la gente prima sta tanto attenta e poi si accalca per scendere o per salire? Del resto basterebbe che ci fossero delle protezioni adeguate. I medici non si infettano se usano i dispositivi certificati. L’odontotecnico lavora a meno di mezzo metro dalla bocca del paziente ma non teme il contagio perché è protetto. Usando le opportune precauzioni si può viaggiare tranquillamente, del resto applichiamo le regole definite dagli organi istituzionali. Bisogna avere pazienza». Il Gruppo Avm precisa di avere sempre agito secondo il decreto ministeriale e l’ordinanza della Regione, ma «il personale di bordo (equipaggi e conducenti) non ha alcun compito ulteriore se non quello di monitorare la situazione ed avvertire in caso di eccessivo affollamento le centrali operative per la predisposizione di corse bis: non può sanzionare in caso di mancato utilizzo delle mascherine e non può costringere ad una corretta distribuzione interna al mezzo, così come non può intervenire nelle fasi di salita/discesa. Tali responsabilità vengono demandate alle forze dell’ordine». Del resto, aggiungono dall’azienda, non si può neppure mettere un poliziotto ad ogni fermata del battello o del tram per garantire il rispetto delle precedenze.

IL RICHIAMO ALLE REGOLE

Avm aggiunge che il richiamo alle normative che prevedono «la responsabilità individuale di tutti gli utenti del servizio di trasporto pubblico, rimane un punto essenziale per garantire il distanziamento interpersonale, l’attuazione di corrette misure igieniche, nonché per prevenire comportamenti che possono aumentare il rischio di contagio. Ogni singolo individuo, quindi, deve avere la premura di rispettare sempre una certa distanza dagli altri, di evitare il cosiddetto faccia a faccia e inutili assembramenti in fase di salita/discesa ai mezzi». Avm spende poi una parola a proposito dell’ipotesi della realizzazione di un terminal di San Giobbe. «Richiamiamo l’attenzione sul fatto che proprio l’amministrazione comunale in carica aveva inserito la realizzazione dell’approdo nell’ambito delle nuove politiche di mobilità. Ne sono conseguite verifiche puntuali che hanno dimostrato come esistano due ordini di problemi da risolvere propedeutici alla realizzazione: lo scavo del bacino di evoluzione dei fondali per rendere navigabile – dalle unità del trasporto pubblico – la parte di canale tra il Ponte Solesin e l’incrocio con il Rio di Cannaregio, e lo spostamento dei numerosi sottoservizi presenti in quel tratto di laguna, con tutte le conseguenze e gli impatti economici e di autorizzazioni del caso». 

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