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Vendita dei Tre Oci stoppata Ma il Consiglio è spaccato

Fonte: La Nuova Venezia del 12-05-2020

Ipotesi di valorizzazione che hanno portato prima le polemiche e gli Altolà delle decisioni. La sintesi sta nel comunicato della Fondazione di domenica: «La Fondazione di Venezia chiarisce che non vi è alcuna ipotesi di vendita della Casa dei Tre Oci e che tale proposta non è mai pervenuta al Consiglio generale dell’ente, organo al quale compete la deliberazione su eventuali vendite di cespiti immobiliari». Precisazioni d’obbligo dopo il tweet del sindaco che si opponeva all’ipotesi di vendita o meglio di una operazione simile a quella, battezzata da Giorgio Orsoni, per l’arrivo della Fondazione Prada a Ca’ Corner della Regina, ipotizzata nella relazione sulla valorizzazione del patrimonio immobiliare dall’ingegner Tommaso Santini. Valutazioni a supporto degli Organi della Fondazione per definire le azioni più opportune per rendere più efficiente la gestione dello stesso patrimonio con l’obiettivo di valorizzarlo, tenendo conto non solo dei soli aspetti economici ma anche del contributo, in termini culturali, che la Fondazione dà e vuole continuare a dare a tutto il territorio. Per il presidente, Giampietro Brunello «la discussione che si è innescata è pretestuosa, senza fondamento e, purtroppo, inutilmente dannosa per la Fondazione, anche perché si basa su una ipotesi che non esiste, dal momento che all’ingegner Santini era stato dato un incarico limitato alla valorizzazione del Patrimonio immobiliare e che non è mai stata fatta una proposta di vendita al consiglio generale». La relazione comprendeva anche il complesso comerciale di M9 e la sede di Rio Novo. Un patrimonio da 120 milioni di euro, che gli advisor avevano suggerito di alleggerire. 

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