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Venezia, arrivano 11 milioni di euro per il museo della laguna

Fonte: La Nuova Venezia del 04-03-2020

In tempo di Coronavirus arrivano i soldi per l’isola del Lazzaretto Vecchio. Ma non certo per riportarla – come ai tempi delle pestilenze che colpirono Venezia nel Cinquecento e nel Seicento – a luogo di quarantena per i contagiati. Ma per realizzare il progetto di cui si parla da almeno vent’anni: quella di trasformarla nel nuovo museo archeologico della laguna, esponendo qui i reperti stipati nei magazzini e raccolti in decenni di campagne di ricerca. Il ministro dei Beni Culturali Alberto Bonisoli aveva già dato la cosa per fatta oltre un anno fa, annunciando un finanziamento di 10 milioni di euro per il Lazzaretto Vecchio. Ma i soldi in realtà sono arrivati solo ora con un decreto della Presidenza del Consiglio su interventi di particolare strategicità – su proposta del ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini – che stanzia 20 milioni di euro. Di essi (accanto a 8,5 milioni di euro per il Teatro regio di Torino) ben 11 milioni e 50 mila euro saranno appunto riservati al Lazzaretto Vecchio. Per realizzarvi appunto il museo archeologico della laguna, accanto a uno spazio dedicato alle esposizioni temporanee che potrà essere utilizzato in primis dalla Biennale, che già qui da qualche anno durante la Mostra del Cinema ospita la sezione dedicata alla realtà virtuale. Anche se gli 11 milioni non saranno probabilmente sufficienti a completare l’intera realizzazione del museo per il quale non c’è ancora un progetto definitivo elaborato.

 

In questi anni grazie anche ai volontari dell’Archeoclub di Venezia e alla vigilanza garantita, l’isola è stata visitata almeno da 15 mila persone. Poi è arrivata appunto anche la Biennalele ad aiutare a conoscere quest’isola posta nella laguna centrale di Venezia, vicinissima al Lido, di fronte al Bacino di San Marco, di circa due ettari e mezzo di superficie, con 8500 metri quadrati di edifici. Un’isola che fu scelta nel 1423 dal Senato della Serenissima per istituire per la prima volta al mondo un ospitale destinato alla cura e all’isolamento dei malati di peste. Dal nome dell’isola, intitolata a Santa Maria di Nazareth, derivò il termine di Nazaretum e poi, appunto, di Lazzaretto. Intorno alla metà del 1800 fu destinato a magazzino militare e poi, dal 1965 e per diversi anni, a canile municipale, fino all’abbandono. Il Ministero dei Beni Culturali aveva già finanziato nel 2008 una parte considerevole di lavori ristrutturali, con rifacimenti di muri, tetti, rive e sponde, proseguiti poi anche in anni più recenti. I reperti archeologici del futuro museo ritrovati in laguna nelle campagne di scavo (per lo più lapidei, ceramici e lignei) sono un campione eterogeneo per tipologia e cronologia delle attività lavorative, commerciali e insediative che si svolsero in questa parte della laguna in epoca romana, tardo antica, medievale e rinascimentale.

Essi provengono da oltre cinquanta siti archeologici, tra i quali i più rappresentativi sono gli insediamenti di II-I a. C. di Sacca Case, Scanello, canale Rigà, laguna di Torcello, San Cipriano da Terra. E ancora Mazzorbo, Sette Soleri, Torcello, Scanello, canale Rigà, Vignole, S. Erasmo, Santa Caterina, canale dell’Arco, laguna di Burano e Cavallino-Treporti, località attive in piena età imperiale romana (I-III d.C.), come documentano gli oggetti di uso quotidiano, anfore commerciali e testimonianze di carattere architettonico–decorativo. 

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