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Venezia, un albergo su 5 non riapre: danni per un miliardo

Fonte: La Nuova Venezia del 01-06-2020

La città ritorna alla normalità a blocchi. Riaperti quasi tutti i ristoranti, riaccesi i faretti nella maggior parte dei negozi, la città è ancora quasi ferma sul fronte alberghi: a oggi, infatti, ha riaperto solo il 15% delle strutture ricettive che diventerà il 70% ai primi di luglio e l’80% a settembre. Palazzo dopo palazzo, vetrina accanto a vetrina, insegna vicino a insegna, la ripresa dopo il lockdown presenta un conto salato. Da gennaio a oggi, un po’ per la lunga coda dell’acqua alta, un po’ in virtù del Carnevale modesto, moltissimo per il coronavirus, la filiera del turismo in laguna ha perso un miliardo di euro. A rimetterci tutte le categorie economiche, con la sola distinzione della durata.

Scarpa su 3 giugno

Se bar, ristoranti, negozi provano a riprendersi grazie ai residenti (e ai turisti della regione) per gli alberghi la situazione è ancora critica. Oggi, vigilia della caduta delle barriere tra regioni e del ritorno dei voli al Marco Polo, ha riaperto solo una quarantina di strutture che ospitano lavoratori di passaggio a Venezia, operai specializzati, qualche veneto che magari decide di fermarsi una notte.


Voglia di viaggiare

«È ritornata la voglia di viaggiare, e questo è un buon segnale», spiega il direttore dell’Ava, Claudio Scarpa, «la gente non ha paura, ha desiderio di muoversi, di ritornare a fare i turisti, magari con pochi soldi, ma questa voglia è visibile». Da mercoledì, con l’arrivo dei turisti italiani e stranieri, altri alberghi riapriranno, come ad esempio l’hotel Metropole, mentre il Giorgione, a Cannaregio, ha ripreso l’attività tra l’eleganza dei suoi saloni già da qualche giorno. Il Belmondo Cipriani, dal canto suo, annuncia nel sito la ripresa delle prenotazioni dal 19 giugno. «Entro i primi di luglio avrà riaperto il 70% degli alberghi», spiega ancora Scarpa, «mentre un’altra pattuglia di hotel ritornerà sul mercato a settembre, in modo da raggiungere l’80% della capacità ricettiva». Sicuramente i grandi alberghi aspetteranno luglio, o addirittura l’inizio di settembre in coincidenza con l’inizio della Mostra del cinema, il Premio Campiello e gli eventi culturali di fine estate, quelli perlomeno che si possono immaginare oggi.

Chi non aprirà

«Sarà una cosa graduale», continua il direttore dell’Associazione veneziana albergatori, «e poi, ai primi di luglio, ci volteremo a guardare indietro e ci renderemo conto di quanta strada abbiamo fatto». Non per tutti, però. Alcune aziende che hanno la proprietà dei muri – un 20% circa – potrebbero saltare addirittura un anno e riaprire a marzo dell’anno prossimo.

I prezzi

I prezzi, al momento, sono ancora bassi: 70 euro per una doppia in un tre stelle, 100 euro per un quattro stelle. Per più di qualcuno significa incassi minimi, mentre ritorna l’allarme sui capitali dubbi che potrebbero arrivare in laguna per acquistare aziende in difficoltà tentando i proprietari con denaro in contante. Per tutelare i più deboli, l’Ava chiederà una modifica alla legge sui fallimenti.

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