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Venice Calls, raccolti i fondi saranno piantati nuovi alberi

Fonte: La Nuova di Venezia del 23-02-2020

L’hanno rialzata e vogliono continuare a prendersene cura. Ieri ai Crociferi l’associazione di giovani veneziani Venice Calls ha raccontato la sua storia e illustrato come vuole investire i soldi ricavati dalla raccolta fondi dello scorso 12 novembre. Il ricavato di 4.500 euro è stato donato dall’artista veneziano Alessandro Enzo che ha disegnato quello che è poi diventato il simbolo della ripresa della città, le due mani che sorreggono Venezia con la scritta “Rialziamoci, rialziamola”. Il disegno è stato stampato su borsette di tela che sono state vendute nei negozi Bragorà e Acqua Altra e nel pub Marciano. Ora quei soldi Enzo ha deciso di donarli agli amici di Venice Calls che li vogliono utilizzare per alcune iniziative: piantumazione di alberi, laboratori nelle scuole, giornate di pulizia della laguna, cicli di conferenze e pulizia dei muri in collaborazione con Masegni e Nizioleti. L’associazione ha intenzione poi di rilanciare Blue Horizon, giornata che approfondirà temi quali il lavoro e l’artigianato, e Climathon, la maratona di due giorni su argomenti che interessano la città. L’incontro di giovedì era affollato di giovani, il futuro di Venezia, con la partecipazione del rapper veneziano Mil One (Leonardo Milone) che ha scritto e cantato una canzone proprio sull’acqua alta eccezionale dello scorso 12 novembre. 

La serata è iniziata con una carrellata di foto sugli eventi organizzati dall’associazione, culminati con l’aiuto alla città dopo le devastanti maree di novembre. «Quello che è stato veramente bello» raccontano i ragazzi e le ragazze di Venice Calls «è stato vedere come tantissime persone sono scese in campo dopo il 12 novembre, come il rapper o il grafico che ci conoscevano, ma hanno sentito forte l’urgenza di fare qualcosa e si sono aggregati. Questo dimostra come la città sia piena di persone che si danno da fare e che vogliono prendersene cura». L’artista Enzo, veneziano di 28 anni che ha abitato a Ca’ Savio e ora a Padova per lavoro, ha raccontato di come per la prima volta abbia visto la forza delle immagini e l’utilità, se usate in modo costruttivo: «Quella notte ero a Padova e continuavo a ricevere video di quello che stava succedendo a Venezia» racconta. Ho sentito che dovevo fare qualcosa».

È nato così quel disegno che è stato poi ritwittato da Roberto Saviano e da tantissimi altri. —

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