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Veritas: «Siamo soddisfatti» Ma l’okay all’inceneritore scatena l’ira dei comitati

Fonte: Il Gazzettino del 23-05-2020

«Siamo soddisfatti. Il Comitato Via, a voti unanimi, ha riconosciuto la correttezza del nostro operato e la rilevanza pubblica e ambientale del progetto». Veritas, attraverso il suo direttore generale Andrea Razzini, è di poche parole. Ad una manciata di ore dall’approvazione del progetto del termovalorizzatore – o inceneritore, dipende dai punti di vista – di Fusina che sostituirà il combustibile da legno non riciclabile a Css-Combustibile solido secondario (cioé da rifiuto, quello finora bruciato nella centrale Enel che diventerà a gas) e fanghi da depurazione civile, l’azienda da mesi al centro delle polemiche sceglie una linea morbida e sottovoce per commentare l’okay arrivato dalla Regione. «Si tratta di un’opera moderna, progettata con l’unico scopo di mettere il nostro territorio al riparo da emergenze e rischi legati allo smaltimento dei rifiuti» aggiunge Razzini, mentre da Veritas precisano che nel futuro impianto «non verranno bruciati fanghi da depurazione contaminati da Pfas, ma solo residui della depurazione civile. Quella è roba industriale, che a Fusina non entra e non entrerà».

Basterà questa promessa a calmare gli ambientalisti e i comitati che da mesi lottano contro il progetto? Se ieri si è già fatto sentire Gianfranco Bettin, presidente della Municipalità di Marghera, oggi alla protesta si uniscono Opzione Zero, Medicina Democratica, Assemblea contro il rischio chimico Marghera, Malacaigo, AmbienteVenezia, Ecoistituto Alex Langer, Eddyburg, Cobas Comune di Venezia, Laboratorio Venezia, Quartieri in Movimento, Mira 2030, Friday for Future Venezia-Mestre, Forum dell’Aria, Comitato Difesa Ambiente e Territorio Spinea, Associazione Valore Ambiente, Associazione Apio e Comitato No Grandi Navi. «Si tratta di un atto di insopportabile prevaricazione, una decisione antidemocratica presa approfittando della pandemia – affermano i comitati -. La Regione Veneto si assume la responsabilità di una scelta sbagliata e antistorica, per un nuovo inceneritore che costituisce un vero e proprio attacco ambientale e sanitario all’intero territorio metropolitano di Venezia. Una decisione doppiamente pericolosa perché va a gravare su un territorio già fortemente inquinato e segnato tuttora dalla presenza di industrie ad alto rischio poco o per nulla controllate, come dimostra la recente vicenda della Sigma. La lobby dei rifiuti è potente, ha forti agganci nella Giunta Zaia e in parte del Pd».

Sul fronte politico, la consigliera regionale 5stelle Erika Baldin si dichiara al fianco dei comitati: «Continuerò la mia battaglia appoggiando un eventuale ricorso al Tar e auspicando che la mia petizione al Parlamento Europeo, presentata poche settimane fa , possa arrivare ad essere discussa in aula. Spero che, almeno a Strasburgo, le ragioni dei cittadini e della tutela dell’ambiente vengano ascoltate. Questa decisione va contro la tutela dell’ambiente in un territorio delicato come la Laguna di Venezia».

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