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Veritas taglia i costi: stop stagionali, meno barche e chiusi anche i bagni

Fonte: Il Gazzettino del 15-05-2020

Meno 60% di raccolta dei rifiuti nel solo centro storico. Il dato è il frutto dei calcoli scrupolosi effettuati settimana dopo settimana da Veritas durante i due mesi di lockdown imposti per contenere la pandemia da Coronavirus. Tra marzo e aprile un calo, sia pure più contenuto, della raccolta di rifiuti urbani è stato registrato anche in terraferma e nelle isole, ma è soprattutto nella città antica che l’emergenza Covid-19 si è riverberata sulla produzione di rifiuti urbani, oltre che sul consumo di acqua dalla rete idrica locale, una circostanza, quest’ultima, che ha consentito a Veritas di stimare anche un netto dimezzamento della popolazione presente che, in assenza di turisti, pendolari, studenti e commercianti, a Venezia è passata da 100mila a 50mila abitanti stabili. 

ORGANIZZAZIONE RIVISTA

Sono stati due mesi di attività resa particolarmente complessa da una situazione che non ha precedenti, quelli descritti ieri dal direttore generale di Veritas, Andrea Razzini, durante i lavori dell’ottava Commissione consiliare (congiunta alla quinta e alla decima), convocata via web per fare il punto sullo stato operativo ed economico della municipalizzata veneziana. «Per sua natura l’azienda era già preparata ad operare fornendo ai propri addetti una serie di dispositivi di protezione individuale ha ricordato Razzini , ma per assicurare la sicurezza di chi ha garantito la raccolta dei rifiuti urbani abbiamo dovuto implementare notevolmente queste dotazioni e ad un certo punto anche noi ci siamo ritrovati a corto di mascherine». Per Veritas l’emergenza sanitaria ha comportato la creazione di due comitati di gestione della crisi interna, il ricorso ad un fondo integrativo salariale per circa 200 addetti e una riorganizzazione delle modalità di lavoro per 500 dei circa tremila dipendenti totali che hanno continuato a prestare servizio da casa con lo smart working. 

INTROITI IN CALO

Fare stime attendibili sui conti annuali dell’azienda è ancora prematuro, ma il considerevole calo dei consumi idrici e della produzione di rifiuti urbani produrrà una diminuzione degli introiti nell’ordine del 25%, che a fine 2020 porterà certamente il bilancio di Veritas in rosso. «Sappiamo che le aziende che hanno chiuso avranno problemi di liquidità ha sottolineato Razzini e che questo creerà difficoltà anzitutto nel pagamento della Tari. Per il Comune di Venezia si tradurrà in un calo del gettito inizialmente previsto, ma in ogni caso non saremo noi ma l’amministrazione comunale a decidere la futura applicazione del tributo». Non essendoci grandi margini di manovra per contenere i costi del servizio idrico e della raccolta dei rifiuti urbani, per limitare le perdite Veritas ha messo in campo una serie di misure straordinarie: saranno smaltite le ferie arretrate dei dipendenti ed imposto il blocco del turn-over per i 40 addetti che entro l’anno andranno in pensione, mentre l’orario di servizio sarà ridotto di un’ora e, in centro storico, la raccolta dei rifiuti sarà garantita da almeno dieci imbarcazioni in meno rispetto alle attuali 66 in servizio. Con l’unica eccezione di quelli presenti a piazzale Roma che rimarranno in funzione, gli altri bagni pubblici gestiti da Veritas rimarranno chiusi fino a quando non riprenderanno i flussi turistici, ora praticamente azzerati, mentre per l’estate si rinuncerà alla consueta chiamata di lavoratori stagionali. 

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