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«Via Piave, è ancora emergenza»

Fonte: Il Gazzettino del 20-03-2020

Sono passati quasi due anni dal blitz dell’estate 2018 che ha azzerato lo spaccio nella zona di via Piave e della stazione ferroviaria. Peccato che due anni dopo la situazione sia tornata quella di prima. Eppure, proprio in quei giorni Prefetto, Questore e Procuratore capo della Repubblica, avevano sottolineato la necessità di interventi che andassero oltre la repressione. Ma il Comune non ha raccolto l’invito e adesso la situazione è di nuovo esplosiva.

SINERGIE ALL’OPERA

È per questo che il Pd ha fatto partire promotori Monica Sambo ed Emanuele Rosteghin la proposta di costituire un Gruppo di lavoro permanente per il rilancio di via Piave e della zona della stazione Fs di Mestre e Marghera. Proposta che è stata approvata a maggioranza – nonostante il voto contrario della lista fucsia e l’astensione dei consiglieri della Lega – in Consiglio di Municipalità di Marghera. Il prossimo passaggio sarà in Municipalità a Mestre e poi in Consiglio comunale. L’idea è quella di introdurre nella gestione della sicurezza territoriale di quest’area un approccio integrato, costituendo un gruppo di lavoro che veda il coinvolgimento dei Servizi sociali comunali, della Questura e della Prefettura, dell’Ulss 3 (servizio Serd), di Trenitalia e Grandi Stazioni, dell’Università e degli istituti scolastici del territorio, delle associazioni di categoria, delle due Municipalità di Mestre e Marghera, di Veritas e delle Comunità religiose e delle associazioni che operano in zona.

LA STRUTTURA

«Un gruppo di lavoro con una struttura snella e in capo all’amministrazione comunale – spiega Rosteghin – con il compito di affrontare una progettualità sia di breve che di lungo periodo». Perchè proprio in area stazione? «Siamo convinti che l’area sia strategica, anche simbolicamente, per l’intera terraferma e che si trovi di fatto in questo momento a un bivio tra l’essere una grande opportunità o una grande criticità, e noi vogliamo scommettere sulla prima ipotesi». L’area stazione infatti sarà interessata da importanti trasformazioni urbanistiche: via Ulloa, la stessa Stazione, via Ca’ Marcello, via Trento, l’edificio ex Galileo. Se poi si guarda alla popolazione, «quello che una volta era il quartiere di Mestre Centro è oggi praticamente l’unica zona dove la popolazione aumenta dal 2018 al 2019 passando da 50.473 a 50.598. Anche gli abitanti di Marghera rimangono praticamente stabili, passando da 28.517 a 28.420, a fronte dell’intero Comune dove si nota una diminuzione che va da 260.520 a 259.297». Ulteriore elemento interessante e ancora legato alla popolazione è l’incidenza dei bambini stranieri nella fascia d’età fra gli 0 e i 4 anni, che sia nel quartiere di Mestre Centro che a Marghera arriva al 48% rispetto al totale cittadino, contro una media generale del 31%, in un comune che presenta peraltro dati estremamente differenti a seconda della zona: a Burano, Murano e Pellestrina la stessa percentuale è addirittura inferiore al 5%. «Mestre Centro e Marghera – prosegue Rosteghin – sono anche i territori con la minor diminuzione di bambini italiani rispetto all’intera area comunale, segno anche questo di evidente vivacità. Il caso più significativo è rappresentato proprio da Marghera in cui il numero dei bambini italiani fra i 5 e i 9 anni supera solo del 13% il numero di bambini italiani nella fascia 0-4 negli altri territori la diminuzione è molto più evidente ( Favaro 31%, Carpenedo 30%, Chirignago 25%). Tutto questo ci permette di affermare che l’ambito della stazione può rappresentare sicuramente una grande opportunità per l’intera città di Venezia ma che è assolutamente necessario governare in maniera integrata e partecipata la trasformazione che oggi è già in atto».

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