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Zero traffico, ma lo smog cresce

Fonte: Il Gazzettino del 31-03-2020

Livello altissimo di Pm10 dovunque, da tre giorni e anche in tripla cifra, nonostante da diverse settimane il traffico stradale sia quasi completamente fermo. Colpa del vento che l’ha spinto da fuori confine.

LE CAUSE

«La causa più plausibile è l’arrivo di aria densa di polveri sottili naturale, polveri desertiche trasportate dalle correnti orientali spiegano dall’Arpav Dalle simulazioni modellistiche a grande scala, risulta che potrebbe trattarsi di polveri provenienti dai deserti asiatici confinanti con il Mar Caspio». I dati del fine settimana appena trascorso sono stati allarmanti in città: al parco Bissuola, stazione di riferimento urbano, per esempio, venerdì si è avuta una concentrazione di Pm10 di 117 microgrammi per metro cubo d’aria, sabato di 152, domenica di 136. Praticamente il doppio, se non il triplo, del limite massimo consentito, 50. Stesso trend anche in via Tagliamento, in via Beccaria e a Malcontenta, e anche in centro storico in Rio Novo e a Sacca Fisola.

INVERSIONE DI TENDENZA

Una tre giorni nera che già, ieri, comunque, ha visto una decisiva inversione di tendenza, visto che i valori sono scesi, anche in questo caso per merito della ventilazione, sotto la soglia di allarme, riattestandosi sotto quella quota 20 che aveva preceduto il week end critico. Rimane che senza traffico, questi insoliti livelli di smog potrebbero suggerire ai detrattori delle misure di contenimento invernale (che scadono oggi, con la fine di marzo) che in fondo non è la circolazione stradale a determinare alti livelli d’inquinamento e, perciò, non ha molto senso limitarla. «L’aumento delle polveri sottili, repentino e anomalo per il periodo sottolineano da Arpav è un fenomeno che ha interessato, oltre alle regioni adriatiche, anche la penisola balcanica. Le cause di questo episodio di elevate concentrazioni di Pm10 sono quindi da ricercarsi non a livello locale, ma in processi di ampia scala». Una prima spinta importante è venuta dal vento di bora che le ha trasportate in Italia e anche in città. Ma c’è di più: «L’attenuazione del vento aggiungono ancora dall’agenzia regionale ha ridotto il rimescolamento, ma questo non è sufficiente a giustificare il repentino aumento delle concentrazioni delle polveri, soprattutto in questa stagione, nella quale solitamente il rimescolamento è garantito anche dal soleggiamento diurno». Ecco perché la causa più plausibile è che si tratti, come si diceva, di polveri di origine naturale proveniente dai deserti vicini al Mar Caspio, come confermerebbe che a fronte di valori di Pm10 elevati, quelli delle polveri sottilissime (Pm2,5) sono invece rimasti contenuti. Le previsioni, in ogni caso, sono buone: il vento di ieri, appunto, ha già dato una bella ripulita all’aria con un netto calo delle concentrazioni, tornate sotto i limiti. E mentre resta il livello verde, non essendoci stati quattro giorni consecutivi di sforamento, Arpav fa sapere che «la dispersività dell’atmosfera va via via aumentando e le concentrazioni delle polveri sottili dei prossimi giorni sono previste in diminuzione».

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