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Zls a Marghera: la Regione mette in moto la macchina

Fonte: Il Gazzettino del 06-05-2020

Un altro passo avanti per la Zls, ossia la Zes semplificata che dovrebbe consentire su 385 ettari non utilizzati tra Porto Marghera, Murano e 16 comuni del Rodigino di attrarre nuovi insediamenti produttivi e investimenti per 2 miliardi e mezzo di euro con 26 mila nuovi posti di lavoro.

LA DELIBERA

La Giunta regionale del Veneto ieri ha approvato la delibera che costituisce un Tavolo tematico Zona Logistica Semplificata Porto di Venezia-Rodigino che servirà a fare quattro cose: individuare i più adeguati strumenti conoscitivi e valutativi degli effetti della Zona Logistica Semplificata, definire un cronoprogramma per i passaggi procedurali, stabilirne le modalità di implementazione e stimare le risorse finanziarie e professionali da destinare all’iniziativa. Sarà presieduto dall’assessore regionale allo Sviluppo economico ed energia, Roberto Marcato, e ne faranno parte i Comuni interessati, la Città metropolitana di Venezia, l’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale, la Camera di Commercio di Venezia-Rovigo, oltre alle principali associazioni di categoria e alle organizzazioni sindacali. È un segnale che la Regione ha voluto dare in un momento durissimo per l’economia travolta dalla pandemia di Covid-19: «Ho proposto di creare questo tavolo perché è necessario approfondire e dare seguito agli aspetti tecnici e normativi sottolinea Marcato : serve accelerare i processi per rendere effettiva la Zls che oggi rappresenta un’opportunità fondamentale per dare respiro e prospettive al territorio».

A che punto siamo, dunque? Indietro, a giudicare dalle parole di alcuni protagonisti pronunciate qualche mese fa: era il 20 novembre 2019 quando il ministro per il Sud e la coesione territoriale, Giuseppe Provenzano, annunciò di aver presentato un emendamento alla legge di Bilancio per consentire di estendere alla Zona Logistica semplificata nel porto di Marghera e nell’area del Polesine le agevolazioni previste per le Zes. Era il 10 febbraio 2020 quando, alle celebrazioni per i 100 anni della Confartigianato polesana, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Andrea Martella, uno dei principali attori della vicenda assieme al sottosegretario Pier Paolo Baretta e al presidente di Confindustria Venezia Rovigo Vincenzo Marinese, disse che, dopo aver ottenuto la Zls per legge, bisognava trasformarla in realtà: «Bisogna correre, serve un’evoluzione in tempi rapidi, e una mappatura del territorio, con aree e capannoni dismessi». Nel frattempo, disse Gian Michele Gambato (Confindustria Venezia-Rovigo), la Regione avrebbe dovuto «predisporre un Piano strategico e individuare le aree adatte».

IL CICLONE

Poi è arrivato il ciclone Covid e anche la Zls è stata confinata. Non a caso Ezio Ordigoni, il segretario regionale Orsa, Sindacato dei macchinisti ferroviari, a fine marzo scrisse che «l’epidemia ci sta insegnando quanto sia importante, per uno Stato sano e funzionante, avere un’economia solida», e riguardo a Venezia e al Veneto aggiunse che «non può fondare la propria sopravvivenza solo sul turismo». Perciò lanciò un appello alla Regione affinché «si affretti a presentare alla Presidenza del Consiglio il Piano Strategico per l’istituzione, attraverso un decreto ministeriale, della Zes/Zls».

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